A proposito dei Ricardo di Aaron Sorkin | Dietro le quinte dello show business
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A proposito dei Ricardo di Aaron Sorkin | Dietro le quinte dello show business

A proposito dei Ricardo di Aaron Sorkin | Dietro le quinte dello show business

Postato il 21 Agosto, 2025

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Nel settembre 1953, Lucille Ball, amata star americana della storica sitcom I Love Lucy (1951-1957), fu accusata di essere comunista. A lei e alla colossale eredità del suo show il regista e sceneggiatore Aaron Sorkin (Il processo ai Chicago 7) dedica A proposito dei Ricardo. Non solo un omaggio, ma anche un tentativo di far luce su una delle coppie più iconiche di Hollywood – Lucille Ball e Desi Arnaz – alla ricerca di un equilibrio tra vita pubblica e privata. A proposito dei Ricardo è un biopic fuori dagli schemi sulla vita nello show business ai tempi della “paura rossa“. Quando Hollywood e l’America del dopoguerra erano oggetto di una paranoia dell’influenza e dell’infiltrazione comunista.

Sorkin chiarisce fin dall’inizio che A proposito dei Ricardo infrangerà le regole. Il genere biografico viene contaminato già un attimo prima della scena iniziale, quando il suono delle risate riempie lo schermo nero, richiamando immediatamente il filone delle sitcom. Subito dopo, Jess Oppenheimer (impersonato anziano da John Rubinstein), lo showrunner di I Love Lucy, parla rivolgendo lo sguardo direttamente alla telecamera. La sua intervista, così come quelle degli sceneggiatori principali dello show, non solo introduce il film come un mockumentary (“finto documentario”). Presenta inoltre immediatamente la storia come il resoconto di una settimana molto impegnativa.

Molteplici generi e stili narrativi si mescolano per dare vita a un racconto originale su una delle pagine più conosciute della storia della cultura pop americana. A proposito dei Ricardo ha ottenuto tre nomination agli Oscar 2021: miglior attrice a Nicole Kidman; miglior attore a Javier Bardem; e miglior attore non protagonista a J. K. Simmons. Inoltre, per la sua interpretazione di Lucille Ball, Kidman ha ottenuto il Golden Globe per la miglior attrice nella categoria drama ai 79° Golden Globe Awards.

Tutto in una settimana difficile

Lucille Ball (Nicole Kidman) e suo marito Desi Arnaz (Javier Bardem) lavorano come co-protagonisti nella sitcom I Love Lucy. Condividono il set con l’attrice Vivian Vance (Nina Arianda) e l’attore William Frawley (J. K. Simmons) e lo show è un grande successo. Fino al giorno in cui tutto crolla: Desi viene fotografato con un’altra donna e Lucille viene accusata di essere comunista. Come se non bastasse, Lucille scopre di essere incinta e i produttori non ne sono affatto felici. Lungi dall’accettare di nascondere la gravidanza, l’attrice mira a rivoluzionare il mondo dello spettacolo.

La narrazione segue tre differenti piani temporali. Il primo, nel presente, mostra interviste ai capi sceneggiatori e allo showrunner di I Love Lucy. Il secondo segue il processo di preparazione per le riprese dal vivo e i giorni dello scandalo. Mentre il terzo consiste in flashback del passato di Lucille e Desi. Le interviste costruiscono una cornice narrativa, creando un finto documentario su una storia vera. Un dettaglio che rende il film diverso da mockumentary come What We Do in the Shadows di Jemaine Clement e Taika Waititi (2014) o Zelig di Woody Allen (1983).

Fondamentale è anche l’uso del metacinema. La storia porta ripetutamente chi guarda dentro e fuori dal processo produttivo e creativo, così come accade nella serie italiana di nicchia Boris (2007). Come Sorkin ha dichiarato a The Hollywood Reporter, questo stacco tra realtà e finzione gli ha permesso di esplorare la figura di Lucille Ball come persona più che come attrice.

I Love Lucy: una pietra miliare

La CBS mandò in onda il primo episodio di I Love Lucy il 15 ottobre 1951. Lo show era un adattamento del programma radiofonico My Favorite Husband, che vedeva Lucille Ball come protagonista femminile. Quando le fu chiesto di portare Lucy sullo schermo, Ball pose come condizione che il marito fosse il co-protagonista. Nonostante i dubbi, i produttori non poterono che accettare, dando vita a una sitcom che vanta ancora molti record e che ha influenzato tutte le produzioni successive del genere, ricevendo persino omaggi da molti show, tra cui Will & Grace.

I Love Lucy è stata la prima sitcom girata su pellicola da 35 mm davanti a un pubblico in studio. L’uso di tre telecamere in contemporanea diede la possibilità di ottenere un montaggio dinamico. Inoltre, fu il primo show con un cast corale e il primo a produrre uno speciale natalizio. I Love Lucy si mostrò rivoluzionario anche nei contenuti: Lucille Ball divenne la prima donna ad apparire incinta su uno dei tre maggiori network televisivi. Oggi, I Love Lucy è universalmente considerata una delle migliori sitcom nella storia della televisione.

Un biopic atipico

Sorkin ha già molta esperienza con il genere biografico e con i film basati su eventi reali. Ha infatti scritto le sceneggiature di La guerra di Charlie Wilson (2007), The Social Network (2010), per il quale ha vinto il premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale, e di Steve Jobs (2015). Anche il suo primo film da regista, Molly’s Game (2017), è un dramma biografico. Nelle sue mani, le biografie diventano racconti mitologici e ogni personaggio simboleggia l’intera umanità. Ma soprattutto, per Sorkin una singola esperienza di vita è spesso un’occasione per far luce su un aspetto dell’America e della sua storia.

A proposito dei Ricardo non è un biopic classico, che si limita a ritrarre un personaggio memorabile. Lucille Ball resta al centro delle vicende, ma ogni dettaglio della sua vita è funzionale a mostrarne il contesto. La sua comicità fisica, così come l’abilità che mostra nel prevedere le gag e capire se funzioneranno, non mostrano solo una mente brillante all’opera. Contribuiscono anche a illustrare come I Love Lucy abbia plasmato la successiva produzione televisiva.

L’attenta opposizione di commedia e dramma sottolinea le due facce della storia. Da un lato, il film ripropone una sitcom e quattro comici brillanti. Dall’altro, è un dramma intenso su una coppia reale con problemi reali. Questo equilibrio rispecchia l’antitesi tra personaggi e persone, tra vita sullo schermo e vita dietro le quinte.

Chi è Lucille Ball?

Le scelte di Sorkin per quanto riguarda il cast principale sono state oggetto di critiche. Kidman, in particolare, è apparsa poco somigliante alla Lucy originale e i truccatori hanno persino utilizzato delle protesi per renderla simile al personaggio. Mentre Bardem è stato messo in discussione per le sue origini spagnole, visto che nel film interpreta un cubano. Ma Sorkin non ha dubitato nemmeno per un attimo delle sue scelte

Alla fine, Sorkin e Kidman realizzano un ritratto estremamente dettagliato di Lucille. Seguendo l’attrice durante la settimana che precede la messa in onda, offrono uno scorcio sulla cura che Ball metteva nella preparazione di ogni episodio. Il film mostra infatti come Lucille fosse presente in tutte le fasi della produzione, fornendo persino le sue opinioni sulla scrittura e sulla regia. Mostrando cosa succede dietro le quinte, A proposito dei Ricardo dà un’idea di quanto Lucy fosse meticolosa, se non ossessiva. Anche quando il suo personaggio si trova ad affrontare situazioni inverosimili, lei cerca sempre di trovare una soluzione logica che spieghi ciò che sta facendo:

Quando la maggior parte delle persone pensa a Lucille Ball e Desi Arnaz, pensa a Lucy e Ricky. Ma Lucille Ball era più un’attrice alla Rita Hayworth, alla Jessica Rabbit.

Il regista Aaron Sorkin in un’intervista a The Hollywood Reporter

Spionaggio, censura e terrore

I tre eventi che scuotono l’esistenza di Lucille e Desi riflettono una realtà sociale e produttiva molto più ampia. Dalla denuncia di quanto il Motion Picture Production Code (noto come il Codice Hays) abbia influenzato profondamente l’industria dello spettacolo, all’ossessione per lo spionaggio, per arrivare alla paura rossa a Hollywood.

In particolare, il Codice Hays ha stabilito le norme di autocensura a Hollywood fino al 1968. Secondo il codice, nulla di ciò che era considerato immorale poteva essere filmato. Anche la gravidanza era ritenuta un’allusione al sesso e quindi una “perversione”. Nella scena in cui Lucille annuncia di aspettare un bambino, però, c’è un’altra cosa che salta all’occhio: lei è l’unica donna nello studio di produzione. Una scena che in qualche modo denuncia quanto fosse bigotto e pervaso di maschilismo il sistema produttivo hollywoodiano. Ma anche un dettaglio/riferimento alle battaglie socio-politiche che hanno coinvolto l’industria cinematografica negli ultimi anni.

Forma e contenuto

Con A proposito dei Ricardo Sorkin instaura un continuo dialogo col pubblico. Le finte interviste, il metacinema e lo sguardo dietro le quinte permettono un coinvolgimento diretto. In aggiunta, il film rivela un fedele spaccato del processo creativo e produttivo. Scrittori, produttori, scenografi e montatori, figure solitamente invisibili al mondo esterno, vengono alla ribalta.

La struttura del film influenza anche i suoi contenuti. L’opposizione tra realtà e finzione, resa evidente dall’alternanza tra lo show e la sua preparazione, diventa il leitmotif del film. Lo stile mockumentary illumina i meccanismi interni della fabbrica dei sogni, facendo luce sui suoi aspetti negativi. Un’industria fredda che si preoccupa più dei profitti e nasconde tutto il resto sotto un velo dorato.

Quando Lucille annuncia di essere incinta, nessuno si preoccupa di altro se non di ciò che la sua gravidanza significa per lo show. Invece, Sorkin enfatizza la vita dei Ricardo come coppia, sia sullo schermo che nella realtà, sottolineando come il loro legame li abbia aiutati a sopravvivere alle avversità durante la settimana più dura delle loro carriere.

In conclusione, con A proposito dei Ricardo, Aaron Sorkin svela come operava lo show business, rimarcando come alcune dinamiche siano ancora oggi immutate. E mostrando che, per quanto dorata possa apparire la macchina dei sogni, non è facile sopravvivere al suo interno.

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