
Babel di R.F. Kuang, recensione e analisi | La storia che si sgretola
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E se la traduzione riuscisse a rovesciare l’Impero britannico? L’autrice sinoamericana R.F. Kuang pone questa domanda dirompente nel suo romanzo bestseller, Babel: Una Storia Arcana (2022), scritto a soli 26 anni. Mescolando brillantemente il fantasy storico con un taglienti osservazioni di carattere politico, Kuang reinterpreta le strutture del potere coloniale, ponendo la lingua, e chi la padroneggia, alla guida della rivoluzione. Dopo il suo esordio con la trilogia epica La Guerra dei Papaveri (2018-2020), Kuang è approdata nel mainstream con Babel. Ha conquistato i lettori grazie all’estetica dark academia e alla scrittura volutamente erudita e, proprio per questo, capace di dividere.
Tradotto in diverse lingue, Babel si è guadagnato il meritato Nebula Award 2022, accanto al British Book Award e al Locus Award 2023. Avrebbe anche conquistato l’Hugo Award 2023, se non fosse per la squalifica per motivi politici. Attraverso una rilettura distopica delle famigerate Guerre dell’Oppio, il romanzo affronta il tema del colonialismo, mostrando come lingua e traduzione possano diventare al tempo stesso strumenti di oppressione e di resistenza.
- Il Quadro Iniziale: Traduttore Traditore
- I Personaggi: Legami d’Argento in Babel
- La Trama: Riscrivere La Storia Una Parola Alla Volta
- I Temi: “Tradurre significa sfidare una maledizione inflitta da Dio”
- Dopo Babel: Piani per Adattamenti e Sequel
Il quadro iniziale: traduttore traditore
L’inglese non si limitava a prendere in prestito parole da altre lingue; traboccava di influenze straniere, era un’accozzaglia di termini degna di Frankenstein. E a Robin sembrava davvero incredibile che un paese popolato da persone che si vantavano di essere migliori di tutti gli altri dipendesse così tanto dal resto del mondo.
Babel, R.F. Kuang
Immagina nascere a Guangzhou, in Cina, all’inizio del XX secolo e perdere tutta la tua famiglia a causa del colera. All’improvviso compare un misterioso professore inglese, Lovell, che ti cura con una barretta d’argento e si dichiara il tuo tutore legale. In cambio? Un’istruzione rigida e la promessa di studiare un giorno alla prestigiosa Università di Oxford per diventare un traduttore professionista. Sembra tutto un sogno, vero? Queste sono le premesse di Babel di R.F. Kuang: è vero, la storia di Robin Swift sembra elettrizzante, ma ben presto rivela il suo lato più oscuro.
La magica Torre di Babel, un’immagine metaforica, ospita traduttori talentuosi provenienti dalle nazioni coloniali. Ahimè, le loro abilità linguistiche vengono piegate al servizio dell’Impero britannico. Il ruolo più ambito consiste nell’incidere delle barrette d’argento con coppie di parole tradotte da una lingua coloniale verso l’inglese. Qui entra in gioco la magia: si nasconde nelle crepe, nelle sfumature di significato che si perdono inevitabilmente nella traduzione. Questo espediente magico serve a rendere i treni più potenti, le armi più letali e la flotta ancora più imponente. Grazie alla lente narrativa, Kuang esplora la linguistica del potere, chiedendosi in che modo la lingua possa costruire, alimentare e, al tempo stesso, sfidare l’Impero.
I personaggi: legami d’argento in Babel
Gli appassionati del trope della found family trovano pane per i propri denti nel legame che unisce Robin e il suo gruppo di amici. Insieme a Ramy, Letty e Victoire, Robin impara a navigare l’enigmatico mondo dell’accademia. In Babel, la rivoluzione fa da padrona, lasciando poco spazio al romanticismo. Ma questo non ha impedito ai lettori più appassionati di fantasticare sulle loro coppie del cuore.
Senza la sua famiglia e sradicato dal mondo che conosceva, Robin trova nei libri il rifugio ideale contro la solitudine. Il nome inglese che Robin adotta, con un rimando al tema dell’identità rubata, affonda le radici proprio nella letteratura. “Robin” proviene da un libro di filastrocche per bambini, “Swift” allude a Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver (1726).
Hai una gran paura della libertà, fratellino. Ti sta tarpando le ali. Ti sei immedesimato fin troppo con i colonizzatori, pensi che ciò che minaccia loro minacci anche te. Quand’è che capirai che non potrai mai essere uno di loro?
Babel, R.F. Kuang
Rebecca Kuang riesce perfettamente a ritrarre il percorso di consapevolezza di Robin, che si riconosce come soggetto coloniale e, al tempo stesso, come traditore della madrepatria. Tuttavia, riesce a rivendicare la propria identità grazie al sostegno dei suoi amici. Prima pedina dell’Impero e poi responsabile del futuro della Cina, il protagonista non è solo nel suo desiderio di rivalsa.
La trama: riscrivere la storia una parola alla volta
Attraverso messaggi criptici, Robin entra nella Hermes Society, un’organizzazione segreta che ruba da Babel per promuovere la diversità linguistica e resistere al controllo imperiale. A guidarla è Griffin, figura chiave nel percorso di crescita di Robin. Lo guida verso la rivoluzione, spingendolo a mettere in discussione l’Impero e il proprio ruolo al suo interno. Chi ha già frequentato i classici del dark academia, come Dio di Illusioni di Donna Tartt (1992) o Bunny di Mona Awad (2019), saprà orientarsi nell’atmosfera tenebrosa di Babel. In questi romanzi, i circoli intellettuali elitari nascondono ambiguità morali e segreti oscuri.
Successivamente, in un cammino carico di tensione, i brillanti traduttori di Babel si uniscono per sventare i piani di guerra dell’Impero britannico contro la Cina. Cercano di impedire il saccheggio delle riserve d’argento e la diffusione dell’oppio come strumento di sottomissione del popolo cinese. L’illusione che la traduzione sia un ponte tra culture crolla: Robin capisce che l’incisione dell’argento non è altro che uno strumento di controllo e oppressione.
Babel riproduce la storia moderna della Cina, ma Kuang altera il corso degli eventi. In fondo, non è proprio questo lo scopo della letteratura fantasy? Riscrivere la realtà per immaginare le possibili alternative. La Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842) ha lasciato un segno indelebile nella storia della Cina. Ha causato una diffusa dipendenza dall’oppio, il collasso economico e, soprattutto, la perdita della propria sovranità. Ma questa volta gli oppressi guidano il cambiamento, sfidando la narrazione ufficiale e riscrivendo la propria versione della storia. Usano le barrette d’argento contro l’Impero per resistere all’oppressione e far crollare il dominio coloniale. Ma questo è solo un assaggio della storia ben più complessa di Babel.
I temi: “Tradurre significa sfidare una maledizione inflitta da Dio”
Il filtro del fantasy storico permette all’autrice di affrontare i temi del colonialismo, dell’appropriazione linguistica e culturale e della resistenza, offrendo una riflessione critica sul potere della traduzione nella formazione dell’identità personale e collettiva. Pertanto, il meccanismo magico alimentato dalla traduzione si fonde perfettamente con la vena critica del romanzo. Le lingue modellano il nostro modo di vedere il mondo, noi stessi e il mondo, e in Babel la percezione del linguaggio incide profondamente sull’identità e le scelte dei personaggi.
R.F. Kuang non ha affatto paura di ammettere verità scomode, sollevando questioni di grande attualità e rilevanza. Nel suo romanzo, l’autrice esorta indirettamente i lettori a riflettere sulle radici coloniali dell’accademia, la necessità di rompere con la visione eurocentrica e la minaccia che il predominio dell’inglese pone al multilinguismo. Babel suggerisce così una conversazione urgente su privilegio e oppressione, evidenziando la necessità di smantellare i sistemi di potere egemoni.
Credo che la traduzione sia proprio questo. E così anche la comunicazione. Ascoltare l’altro e cercare di vedere oltre i propri pregiudizi e preconcetti per cogliere cosa sta cercando di dire. Mostrarsi al mondo e
Babel, R.F. Kuang
sperare che qualcun altro capisca.
Dopo Babel: adattamenti e sequel
Grazie al suo world-building straordinario e alla sua trama suggestiva, non sorprende che gli studi Wiip abbiano acquisito i diritti per un adattamento cinematografico o televisivo di Babel di R.F. Kuang. Anche se finora non ci sono aggiornamenti su questo progetto, i lettori non resteranno di certo a digiuno. In arrivo quest’estate Katabasis, il nuovo e attesissimo romanzo firmato da R.F. Kuang. Con una trama affascinante incentrata su una discesa nell’oltretomba, il libro ha le carte in regola per diventare un bestseller.
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