
Kinds of Kindness | Lo studio di Lanthimos su gentilezza, amore e abuso
Runtime
Nessun atto di gentilezza, anche minuscolo, è mai sprecato.
Esopo in Il Leone e il Topo
In Kinds of Kindness la morale sembra opposta a quella di Esopo. In questo film non si trovano mai atti di gentilezza al 100% sinceri e disinteressati, motivati dalla speranza di rendere il mondo un posto migliore. O meglio: le intenzioni sono queste, ma la gentilezza non porta né alla felicità né al benessere. Anzi, quando non si è compreso che cosa la gentilezza sia davvero, abbandonarsi a essa può essere il primo passo verso la caduta.
Presentato alla 77ª edizione del Film Festival di Cannes, Kinds of Kindness è scritto da Efthymis Filippou, Yorgos Lanthimos e diretto dallo stesso Lanthimos. Il film debutta solo un anno dopo Povere Creature!. Come il regista ha spiegato durante la conferenza stampa a Cannes, è stato girato durante la post-produzione di Povere Creature!. Da quest’ultimo si discosta completamente, in termini di temi, struttura e stile. Propone un Lanthimos che rompe gli schemi, nonostante un piccolo ritorno alle origini.
R.M.F., il protagonista delle tre storie
Kinds of Kindess è un film che consiste in tre episodi, in cui recita sempre lo stesso cast. Emma Stone, Willem Defoe, Jesse Plemons e Hong Chau interpretano vari personaggi, molto diversi gli uni dagli altri.
Nel primo episodio, La morte di R.M.F., Plemons interpreta un uomo che vive in adorazione del suo capo, Defoe. Gli lascia decidere tutto sulla sua vita, dall’alimentazione al fatto di avere o meno figli. Ma quando si rifiuta di uccidere un completo sconosciuto, il rapporto fra i due si rompe.
Nel secondo episodio, R.M.F. vola, Plemons è un poliziotto la cui moglie, Stone, scompare durante una spedizione scientifica. Tuttavia, quando finalmente torna a casa, suo marito sospetta che la donna di fronte a lui non sia davvero sua moglie.
Nel terzo episodio, R.M.F. mangia un sandwich, Plemons e Stone sono due membri di una setta. Entrambi sono impegnati nella ricerca di un fantomatico prescelto che ha la capacità di resuscitare i morti.
R.M.F., che compare nei titoli di ogni episodio, non è altro che l’acronimo del nome di uno dei personaggi. Anche se in secondo piano, la sua identità sembra quasi irrilevante. Eppure, è abbastanza significativa per Lanthimos da rappresentare il fulcro di ogni storia. È compito dello spettatore comprenderne il motivo.
Per quanto ci riguarda, R.M.F. è l’unico personaggio ricorrente in tutte e tre le storie. Usate questa informazione come meglio credete!
Yorgos Lanthimos alla conferenza stampa del Film Festival di Cannes

La gentilezza come amore, l’amore come potere
San Paolo sosteneva che non vi fosse forma d’amore più grande della carità, ovvero aiutare il prossimo. Ma qual è il momento in cui questo sentimento si tramuta in violento possesso, nel controllo?
In Kinds of Kindness, ogni situazione porta a un amore tossico, all’abuso di potere e alla sottomissione. La vittima di questo conflitto è sempre chi cerca di essere gentile. Ovviamente, anche l’abusante può fare una brutta fine, come Defoe nel primo episodio. O anche nel terzo episodio, dove nel ruolo di leader di una setta cerca la resurrezione – in teoria un obiettivo innocuo – ma incontra un epilogo drammatico.
Chi cerca di accontentare gli altri a tutti i costi è spinto dal desiderio di essere amato, notato. Sono i “people-pleaser” o “accomodanti”. In questo film, chi è accomodante puntualmente solo e amareggiato, sperimentando il lato più oscuro della gentilezza.
Lanthimos vuole mostrare come nessuno debba perdere di vista se stesso per compiacere gli altri, anche quando si hanno le migliori intenzioni. Vi sono analogie con The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro, film che gli hanno garantito un riconoscimento globale. I film di Lanthimos si caratterizzano per le atmosfere asettiche, in cui i corpi sono solo uno strumento per raggiungere un obiettivo. Dunque, sono privi del desiderio di scoperta e autodeterminazione di Bella Baxter in Povere Creature.
Trovo la fisicità e il linguaggio del corpo molto importanti. […] La nostra preparazione inizia sempre con la fisicità e tentare di fare le cose, anziché intellettualizzarle. […] Credo sia solo questione di osservare la vita, che è in gran parte oscura. Anche nei suoi aspetti ridicoli e nel suo disagio. In fondo, di cos’è fatto il cinema se non di persone con i loro corpi?
Yorgos Lanthimos al Festival di Cannes
Lanthimos si distacca parecchio dal suo passato con questo film. Entra in un mondo leggermente più pop, accompagnato dall’uso ridondante di musica leggera. Questa, fin dai titoli di apertura, prepara il tono del film. E racconta di un’opera che, nonostante le sue peculiarità, vuole essere contemporanea.
Come salvarsi dagli abusi
In Kinds of Kindness, ci chiediamo se si possa davvero sfuggire all’abuso, alle dinamiche di potere di un amore tossico, o se invece il ciclo si ripeta senza fine. Forse non è una coincidenza se al termine di ogni episodio qualche elemento rimanda sempre all’inizio. O se ci sono piccoli dettagli – come le uova e l’omelette – che ricorrono nelle tre storie raccontate.
Perchè nei miei film c’è qualcosa di strano? C’è qualcosa di strano nel mondo. Penso che il mio lavoro sia un riflesso del mondo, e si cerca semplicemente un modo per farlo al meglio. […] Il mondo è strano, bizzarro e folle; triste, il più delle volte. Ma anche ridicolo e divertente, ed è importante che questi aspetti siano inclusi in ciò che facciamo.
Yorgos Lanthimos al Film Festival di Cannes
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