Arcobaleni, animali e magia | Guida ai giochi in legno che conquistano tutti
Arcobaleni, animali e magia | Guida ai giochi in legno che conquistano tutti
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C’è stato un tempo, non così lontano, in cui l’infanzia era un’esplosione di plastica fluorescente: giocattoli che puzzavano di petrolio, trenini che suonavano come trapani industriali, bambole che parlavano anche quando nessuno le aveva autorizzate. Gli anni ’80 e ’90 sono stati un’epoca gloriosa ma acusticamente devastante, in cui ogni regalo dei nonni produceva almeno una vibrazione sismica. Poi, all’improvviso, è successo qualcosa: il legno ha vinto. I giochi di legno hanno colonizzato scaffali, camerette, feed Instagram, e soprattutto i cuori degli adulti che, ufficialmente, comprano giocattoli per i figli, i nipoti, i bambini degli amici… ma in realtà hanno un sogno segreto: riempire la casa di oggettini nordici, tattili, silenziosi e esteticamente rassicuranti.
Legno, legno ovunque | Per chi ha detto addio ai plasticoni anni ’80
Oggi viviamo nell’era dell’“effetto legno”: cucine in legno, auto in legno, biscotti finti in legno. È tutto così bello che ci sentiamo immediatamente più buoni, più green, più scandinavi. La plastica? Bandita. Cacciata. Guardata con quell’aria di superiorità moral-estetica che si riserva ai peccati giovanili.
Perché il legno piace così tanto agli adulti? Perché racconta una storia pulita, naturale, un po’ nostalgica. È caldo al tatto, non fa rumore e si abbina con le pareti color tortora. Perché ci illude (benissimo) che l’infanzia dei nostri figli sarà più lenta, più poetica, più ordinata. Anche se poi, spoiler, loro lanceranno comunque tutto per aria.
Questa mostra virtuale è dedicata agli adulti che hanno dichiarato guerra ai plasticoni dei propri genitori (che ora magari sono pure diventati nonni), che hanno sostituito i giochi di una volta con oggetti che sembrano opere di artigianato moderno e che oggi si ritrovano a comprare arcobaleni di legno “per stimolare la motricità” mentre in realtà stanno arredando il soggiorno.
Benvenuti nel club.
Siamo tutti d’accordo su una cosa: il legno è la nuova droga leggera dell’età adulta.
HyperKids Boo! – il progetto di Hypercritic che gioca con le immagini, le parole e la meraviglia dell’infanzia per raccontare agli adulti cosa si stanno perdendo. Un canale Instagram scoppiettante e imprevedibile. Dove i libri per l’infanzia diventano piccole lanterne per illuminare paure, sogni, memorie e bugie del mondo adulto. E non ci saranno solo libri.
Grimm’s (Germania)
Grimm’s è il motivo per cui molti adulti improvvisamente desiderano una casa con pareti bianche, luce naturale e almeno un arcobaleno gigante sul tavolo del soggiorno. I loro giochi non sono solo giochi: sono architetture emozionali. Ogni pezzo è pensato per stimolare movimento, equilibrio, relazione; tutte quelle cose che nella vita adulta abbiamo perso per strada, incastrati tra riunioni e lavatrici.
Grimm’s intercetta il sogno mondiale del “minimalismo spirituale”: poche forme, colori puri, legno vivo, zero tecnologia. E così l’arcobaleno diventa un totem domestico, fotografato nelle case nordiche su Pinterest, copiato negli asili Montessori, amato dagli adulti che vogliono sentirsi in un bosco anche vivendo in città.
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Ostheimer (Germania)
Gli animali Ostheimer sembrano scolpiti da un boscaiolo zen dopo una lunga meditazione al tramonto. Ogni imperfezione è voluta, ogni curva è una carezza. Non c’è niente di digitale o di perfetto: solo la bellezza del gesto umano, ripetuto ogni giorno, da decenni.
Ed è proprio questo l’insight culturale forte: Ostheimer parla agli adulti stanchi dell’oggetto usa-e-getta, desiderosi di un rapporto più fisico e intimo con ciò che entra in casa. Li si ama perché sembrano miniature di un presepe laico e poetico. Sono talmente belli che molti finiscono sulle mensole “da non toccare”, diventando simboli di un’idea antica e contemporanea insieme: il gioco come patrimonio, non come intrattenimento rapido.
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Raduga Grez (Russia)
Se l’infanzia fosse un film indie, Raduga Grez ne sarebbe la direzione artistica. Le loro forme sembrano opere d’arte astratta, i colori sono quelli delle mattine nebbiose in montagna, tutto è leggermente malinconico, ma in modo buono. È estetica come abbraccio.
L’insight culturale è la trasformazione dell’infanzia in una categoria di design: non “giochi per bambini”, ma “oggetti per case belle che ospitano anche bambini”. Non è un caso che Raduga Grez sia amatissimo da interior designer e fotografi: sono giochi che parlano nel linguaggio delle palette polverose, delle superfici matt, della tattilità emotiva. E nel frattempo i bambini giocano sereni, perché nulla è più accogliente di un oggetto che non ti sovrastimola ma ti invita dentro con gentilezza.
Fanny & Alexander (Argentina)
Fanny & Alexander è un inno alla lentezza, un manifesto politico travestito da giocattolo. Nel loro mondo non ci sono pulsanti, luci intermittenti o plastiche rumorose: solo gesti semplici, manualità, piccoli riti quotidiani. Le loro macchine fotografiche in legno, i kit di cucito, i teatrini sono veri antidoti alla frenesia. Per gli adulti rappresentano un ritorno all’infanzia “senza notifiche” che molti rimpiangono; per i bambini sono una palestra di autonomia e immaginazione.
L’insight culturale potente è che Fanny & Alexander mette in scena un’idea di gioco come costruzione di sé: non riempire il tempo, ma abitare il tempo. E questo piace a chi vuole regalare non un oggetto, ma un ritmo nuovo. E magari lo vogliono anche un po’ per sé.
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Bajo (Polonia)
Bajo è la prova che la sostenibilità non è un trend, ma una forma di estetica. Usano legno certificato, colori atossici, design essenziale. Ogni loro gioco ha quella semplicità che fa bene agli occhi e al cuore. Ma la vera chicca è l’anima polacca: una combinazione di rigore e poesia che ricorda il design dell’Est Europa anni ’70, tutto linee pulite e gentilezza.
L’insight culturale è che Bajo parla a una generazione adulta che vuole sentirsi “responsabile”senza rinunciare al bello. È il brand che ti permette di dire: “è per una bambina di quattro anni e mezzo”, mentre in realtà stai decorando la libreria. Piccolo bonus: sono amatissimi in musei e gallerie, e non è un caso.
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PlanToys (Tailandia)
PlanToys è un gigante gentile. Da trent’anni lavorano con il legno riciclato dagli alberi della gomma, trasformando uno scarto in un tesoro. È una filosofia prima ancora che un’estetica: ecologia, circolarità, educazione. I loro giochi sono lineari, puliti, spesso silenziosi: una sfida nella cultura del rumore. PlanToys rappresenta una visione pedagogica in cui il gioco è un allenamento all’empatia verso il mondo. Gli adulti apprezzano il design modernista, i bambini apprezzano la solidità che invita al gesto.
Insight culturale: PlanToys è la materializzazione della frase “less but better”. Ed è un sollievo, in tempi in cui tutto sembra troppo.
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Candylab Toys (Stati Uniti)
Candylab prende l’immaginario delle muscle car, delle dune americane, delle highways infinite e lo riduce alla purezza di un blocco di legno laccato. Minimalismo pop, nostalgia industriale e un tocco da collezionismo adulto. Sono auto che, diciamolo, vanno dritte sulla mensola del soggiorno.
L’insight è questo: gli adulti amano Candylab perché restituisce l’idea romantica del viaggio, della libertà, dell’America anni ’60 filtrata da un’estetica quasi da Instagram predefinito. I bambini, nel frattempo, spingono la macchina sul pavimento e si divertono. Un win-win perfetto.
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Hape (Germania/Cina)
Hape è la dimostrazione che il “grande” può essere anche “buono”. Pur essendo un marchio internazionale enorme, riesce a mantenere una qualità altissima e un design che parla la lingua della cura.
Le loro cucine in legno, le ferrovie, gli strumenti musicali sono robusti, durevoli, quasi indistruttibili. L’insight culturale: Hape è la normalizzazione del bello naturale. Ha portato il legno nel mass market, rendendo accessibile un’estetica che un tempo era considerata “alternativa”. È il brand che compri quando vuoi fare un regalo che sembri raffinato senza rompere il conto corrente.
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Tender Leaf Toys (Stati Uniti/Indonesia)
Tender Leaf Toys è un piccolo teatro di mondi felici. Le loro casette, i set narrativi, gli animali tropicali sono minuscoli ecosistemi pronti per essere abitati. Insight culturale: siamo in un’epoca in cui gli adulti cercano rifugio nei micro-mondi.
Che siano i terrari, le miniature, i libri sul decluttering o le tiny houses, la fascinazione è sempre quella: lo spazio piccolo come luogo di libertà. Tender Leaf intercetta proprio questo desiderio. I bambini adorano aprire e chiudere mille volte le porte delle casette; gli adulti ne adorano la palette tranquilla e la promessa di un ordine possibile.
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Wobbel (Paesi Bassi)
Una tavola curva che fa tutto: ponte, seduta, palestra, scena teatrale, navicella spaziale. È l’oggetto multifunzione più poetico degli ultimi vent’anni.
L’insight culturale è chiaro: Wobbel rappresenta la filosofia del design nordico più puro, quello che mette la forma al servizio del gesto e lascia che sia la persona a inventare il resto. È un invito a ricordare che il corpo è parte del gioco. E quando i bambini vanno a dormire, non pochi adulti la usano per fare stretching in salotto, in un silenzio quasi spirituale.
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Grapat (Spagna)
Grapat è un’esperienza sensoriale. Le loro forme – Nins, anelli, monete – non sono personaggi definiti: sono possibilità. Ogni pezzo è una porta aperta. Insight culturale: Grapat è la risposta poetica alla nostra ossessione per la categorizzazione.
Viviamo in un mondo dove tutto deve essere etichettato, definito, incasellato. Nei giochi Grapat, invece, nulla è fisso: è l’immaginazione a fare il lavoro. È un modo bellissimo di ricordare che la creatività nasce dal vuoto, non dal pieno.
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Pinch Toys (Croazia)
Pinch Toys è il minimalismo balcanico al suo meglio: linee essenziali, colori tenui, materiali naturali. È quella semplicità che non urla, ma resta.
L’insight culturale è la riscoperta dell’essenzialità come antidoto alla confusione. In un mondo pieno di app, schermi, notifiche e rumore visivo, Pinch Toys porta ossigeno. È la bellezza asciutta, quella che crea spazio intorno a sé. I bambini sentono la calma, gli adulti vedono l’eleganza. E la casa respira.
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Conwoody (Italia)
Conwoody è il classico marchio che scopri per caso su Instagram e poi non riesci più a smettere di consigliare a chiunque respiri. Succede così: vedi un orso polare, poi un leprotto, poi un fenicottero, poi una mucca, e all’improvviso ti ritrovi a pensare “forse mi serve un’intera arca di Noè di legno”.
Nasce in provincia di Torino, a Rosta, con quell’amore artigiano che conosciamo bene: mani che lavorano davvero, legno che sembra appena uscito da un bosco ordinato, attenzione quasi commovente a becchi, zoccoli, criniere e code. Ogni animale è un piccolo carattere: sembra ti guardi, come se avesse una vita interiore.
L’insight culturale è chiarissimo: Conwoody rappresenta quella nuova ondata di brand italiani che non vede il gioco come “intrattenimento rapido”, ma come oggetto di relazione, costruito per durare, passare di mano in mano, diventare ricordo. C’è un approccio quasi antropologico nel modo in cui modellano gli animali: non sono solo figure, sono porte d’accesso ai mondi inventati.
I bambini li usano per raccontare storie, creare famiglie improbabili (l’orso papà del leprotto? yes), mettere in scena la vita. Gli adulti, nel frattempo, li usano per sentirsi persone migliori, o almeno persone che possiedono cose belle, calde, naturali e rassicuranti.
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E così vi auguriamo un buon Natale e felici feste da passare in compagnia tra lucine colorate, libri in cui immergervi e tante idee sorprendenti con cui riempire l’anno nuovo🎄
A presto!💫