Parigi è una delle mete più ambite del turismo europeo. È anche una metropoli che negli ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione, culminata con le Olimpiadi del 2024. Uno scrigno di storia che raccoglie molte anime. La ricchezza del suo patrimonio culturale e le sue dimensioni, però, possono scoraggiare un visitatore che non abbia molto tempo a disposizione per scoprirla.
Ecco allora la prima puntata di Hypercritic Guide to Paris, una guida per vivere la città come i parigini, unendo alcuni monumenti e destinazioni da non perdere a esperienze più autentiche, da veri esperti. Il tempo previsto per questa guida è di tre giorni, idealmente dal venerdì sera al lunedì mattina.

Se anche voi volete regalarvi un’esperienza che combini cultura, panorama, gusto e tempo libero, continuate a leggere!
- Musei da non perdere: l’Orangérie
- Orangérie, orari e biglietti
- L’arte e la maestosità del Grand Palais
- Grand Palais, orari e biglietti
- Dove passeggiare, soggiornare e quartieri da scoprire
- Marais
- 59 Rivoli
- Biblioteca Richelieu
- Galerie Vivienne, Palais-Royal, Place Vendôme, Madeleine
- Ile de la Cité e Notre Dame
- Saint Germain des Prés e Panthéon
- Montmartre
- Tempo libero: arte contemporanea, mercatini e jazz
- Come spostarsi e budget
- Parigi in 36 ore: cosa fare e quando
Musei da non perdere: l’Orangérie
Partiamo dall’elefante nella stanza. Il Louvre e il Musée d’Orsay richiederebbero, di per sé, due giorni dedicati. Ecco perché, andando controcorrente, suggeriamo di lasciare questi musei per una visita successiva, quando si abbia l’occasione di fermarsi qualche giorno in più.
Il museo perfetto da inserire in una visita di tre giorni, ci sembra, è l’Orangérie. Inserita nella favolosa cornice del giardino di Les Tuileries, davanti al Louvre, questo museo si visita in un paio d’ore, ma riserva una serie di capolavori che meritano di attraversare il mondo intero: le Ninfee di Claude Monet.

Definita la “Cappella sistina dell’Impressionismo“, questa serie di otto composizioni è tra le ultime creazioni del maestro francese, che a questo soggetto, ripreso in plein air nella sua casa di Giverny, ha dedicato trent’anni di studio. Monet dona questo capolavoro allo Stato francese il giorno successivo all’armistizio dell’11 novembre 1918, come simbolo di pace. Per accoglierlo, progetta il padiglione dell’Orangerie, che successivamente ospita anche la collezione di Paul Guillaume, mecenate che ha sostenuto i maggiori artisti dell’Impressionismo: da Renoir a Matisse, da Cézanne a Picasso, da Rousseau a Modigliani e Soutine.
Orangérie, orari e biglietti
Jardin des Tuileries, 75001 Parigi
Fermata Metro Concorde, linee 1, 8, 12
Orari: 9-18 dal lunedì alla domenica
Giorni di chiusura: martedì, 1 maggio, mattino del 14 luglio e 25 dicembre
Biglietti: 12,50 online, 11 euro al museo
Prenotazione consigliata sul sito internet dell’Orangérie
L’arte e la maestosità del Grand Palais
A pochi passi dall’Orangerie, immerso fra la maestosità dei Champs-Élysées e la Tour Eiffel, c’è il Grand Palais. Struttura espositiva ideata per l’Esposizione universale del 1900, ospita grandi eventi e mostre temporanee: l’ultima è stata quella dei tappeti del Re Sole. Ma già la struttura merita una visita, con i suoi 9.000 metri quadrati di vetro, ferro e cemento freschi di ristrutturazione.
In più, il catalogo delle temporanee è ampio e modulabile, con la possibilità di visitare la collezione permanente e una o più mostre, oppure acquistare il pass completo.
Grand Palais, orari e biglietti
17 Avenue du Général Eisenhower, 75008 Parigi
Fermata Metro: Champs-Élysées – Clemenceau, linee 1 e 13.
Aperto dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 20. Apertura prolungata al venerdì sera, fino alle 22:30.
Chiuso la domenica, il 25 dicembre, il 1 maggio e il 14 luglio. Chiusura anticipata alle 18 il 24 e 31 dicembre e apertura eccezionale il 1 gennaio.
BIglietti: il prezzo varia a seconda delle esposizioni in corso; si consiglia di prenotare sul sito ufficiale.
Dove passeggiare, soggiornare e quartieri da scoprire
La quintessenza parigina, a nostro avviso, si può vivere tra gli arrondissements 1°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e 7°, con incursioni necessarie sul Canale Saint-Martin (10°) e a Montmartre (18°). Perdersi lungo le strade di uno qualsiasi di questi arrondissements, come un novello flaneur, non può che riservare piacevoli scoperte. Per questo, il nostro consiglio è di soggiornare in zona République o Bastille, punti strategici della città, collegati a diverse linee della metropolitana, facilmente raggiungibili dagli aeroporti e dalle stazioni d’arrivo delle linee del TGV.
Dovendosi focalizzare su alcune tappe imprescindibili, consigliamo:
Marais
Qui si respira il fascino senza tempo di Parigi, fra pasticcerie storiche (Korcarz, Sacha Finkelsztajn), concept store, negozi di design e bistrot tipici (Au petit fer à cheval). Ma il luogo da non perdere è l’incantevole Place des Vosges, con il suo porticato a forma di quadrato quasi perfetto, che incornicia i giardini ben curati, dove i parigini amano rilassarsi a leggere o concedersi una pausa ombreggiata nel verde.
59 Rivoli
Pensare che un luogo come il 59 Rivolipossa esistere oggi, nel cuore di una delle metropoli più esclusive al mondo, è qualcosa che fa bene al cuore. Questo collettivo, che riunisce 30 artisti contemporanei, gestisce un edificio haussmanniano di sei piani, occupato a fine anni ’90. Si può entrare liberamente per scoprire l’arte espositiva all’interno: le foto sono incoraggiate, purché si tagghino gli autori; è caldeggiata una donazione per mantenere vivo questo tesoro cittadino.






Biblioteca Richelieu
A proposito di luoghi aperti, nessun indirizzo offre così tanta cultura a ingresso libero come la biblioteca nazionale Richelieu. Vi si può accedere liberamente per sfogliare volumi di qualsiasi genere o ascoltare i dischi della collezione. In più, il percorso interattivo della Sala Ovale – un luogo straordinario – è un tuffo nelle tecniche di conservazione, nella storia del libro e in ciò che si trova dietro le quinte di una biblioteca.
Per esempio, sapevate che nel maggio 1968 gli archivisti hanno staccato dai muri di Parigi alcuni manifesti della contestazione studentesca? Consapevoli di attraversare un momento storico, li hanno conservati e tuttora sono visibili a studiosi e ricercatori.

Galerie Vivienne, Palais-Royal, Place Vendôme, Madeleine
Non si può dire di aver vissuto l’esperienza del vero flâneur senza aver visitato almeno un passage parigino. Queste gallerie coperte sono scorciatoie che attraversano i quartieri parigini, ricchi di storia, gallerie d’arte, antiquari e affascinanti caffè. Per i cultori dei passage, si trova facilmente online un itinerario che collega quasi tutti quelli del centro.
Ma per chi vuole un assaggio di questa esperienza, proprio davanti alla Biblioteca Richelieu si trova l’accesso alla Galerie Vivienne, che, tra l’altro, conduce fino al giardino spettacolare del Palais Royale. Incastonato nella storia, è un altro punto da non perdere. E già che ci si trova nel 1° arrondissement, una passeggiata nella lussuosa Place Vendôme e fino alla chiesa della Madeleine è d’obbligo.
Ile de la Cité e Notre Dame
Dal 1 arrondissement, è facile affacciarsi lungo la Senna. I quais, le strade che accompagnano per chilometri la Senna, sono il cuore della trasformazione parigina voluta dalla sindaca ecologista Anne Hidalgo. Sono diventati un vero polmone verde, senz’auto, dedicato a chi vuole passeggiare e fare sport.
Da qui, con una breve passeggiata, si approda all’Île de la Cité per vedere Notre-Dame rinata dopo il rogo del 2019. Invece di affrontare la lunga coda per entrare, si può accedere alla vista spettacolare dalle sue torri, da un ingresso laterale. Ma è necessaria la prenotazione (costo di 16 euro).
Saint Germain des Prés e Panthéon
Un’incursione sulla rive gauche della Senna non può mancare: il nostro suggerimento è di dedicarla all’eleganza e alla maestosità di Saint-Germain-des-Prés. Qui, si può fare una pausa in uno dei bistrot storici di Parigi, Polidor, nelle sale un tempo frequentate da Hemingway, Joyce o Rimbaud. Il ristorante offre un menù a 15,90 euro.
Da lì, si può raggiungere facilmente il Panthéon e la chiesa gotica di Saint-Étienne.
Montmartre
Tra gli itinerari turistici della nostra guida, l’unica concessione è Montmartre. Anche se il quartiere amato dai pittori parigini e dagli artisti spiantati in cerca di fortuna è ormai trasformato dal turismo di massa, è ancora possibile trovare degli angoli di autenticità, come fermarsi a bere un calice di vino al Lou Pitchoun‘s o a cena al Bouillon Pigalle.

Tempo libero: arte contemporanea, mercatini e jazz
Vivere Parigi nel fine settimana significa scoprire una città a ritmo lento, rilassata e a misura di cittadino. I parigini si riversano nei parchi, fanno sport lungo la Senna, si ritagliano una pausa in un bistrot o nei caffè, che invitano a osservare il passaggio. La domenica mattina Place de la République offre un mercato d’antiquariato di qualità dove si può acquistare abbigliamento vintage, accessori o souvenir originali.
A questo si può aggiungere un concerto jazz: il 38Riv propone concerti di qualità in un’atmosfera intima, con un centinaio di posti a sedere in una cantina di tufo, sotto Rue de Rivoli. Un’esperienza da non perdere.
Come spostarsi e budget
Il costo della vita a Parigi è l’unico tasto dolente: in effetti, i prezzi sono lievitati e occorre mettere in conto di spendere almeno 30-40 euro a testa per i pasti; circa 120 euro per una doppia in hotel. Una colazione al bar costa circa 15 euro a testa. Alcuni accorgimenti per risparmiare possono essere:
- Una visita in bassa stagione può permettere di risparmiare anche la metà sul costo del soggiorno e di evitare file e ressa per accedere ai musei o visitare le attrazioni principali
- Scegliere i caffè che offrono formule complete per colazione o formule scontate per il pranzo: qui ne abbiamo citati alcuni. Cenare nei bouillon, ristoranti popolari che permettono di gustare piatti tipici a prezzi modici.
- Un’accortezza ormai conosciuta a tutti grazie ai social, è evitare di ordinare acqua in bottiglia (piotreste pagarla 4 o 5 euro) e chiedere “une caraffe d’eau”, l’acqua corrente che viene servita gratis a volontà.
Per gli spostamenti, la formula ideale è il Pass Navigo, con l’abbonamento per la visita di tre giorni (63,80 euro) che include anche gli spostamenti verso gli aeroporti (14 euro a tratta). Se riuscite a concentrare la visita nella stessa settimana (con la partenza quindi la domenica) potete caricare sul vostro pass Navigo l’abbonamento settimanale, che permette di risparmiare la metà (il costo è di 32,40 euro) e include le tratte aeroportuali.
Il pass Navigo si può scaricare comodamente sullo smartphone, sia su iOs sia su Android, e acquistare dall’Italia con l’app Île-de-France Mobilité.
Parigi in 36 ore: cosa fare e quando
Per riassumere, ecco l’itinerario di Hypercritic per scoprire Parigi in 36 ore, alternando tra mete iconiche e luoghi più sconosciuti, da parigini. Gli spostamenti avvengono a piedi per i tragitti più brevi; in metropolitana per quelli più lunghi.
- Venerdì sera: check-in in hotel, zona République o Bastille
Passeggiata con drink lungo il Canale Saint-Martin - Sabato: esplorazione del Marais e rue de Rivoli. 59 Rivoli per l’arte contemporanea
Ile de la Cité e salita a Notre-Dame, con prenotazione
Saint-Germain-des-Prés, con pranzo da Polidor e visita al Panthéon
Pomeriggio: Biblioteca Richelieu, Galerie Vivienne, Palais Royal, Place Vendôme e Madeleine
Cena al Petit Fer à Cheval e post-cena alla Tour Eiffel (da non perdere l’arrivo sulla linea 6 della metro, che corre in superficie) - Domenica: mercato antiquariato a République, Orangérie e Grand Palais
Pomeriggio: Montmartre
Sera: cena a Pigalle e concerto jazz in Rue de Rivoli - Lunedì: ultima passeggiata con colazione nel Marais e partenza