Pamela Anderson brilla in The Last Showgirl | Recensione del film di Gia Coppola
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Pamela Anderson brilla in The Last Showgirl | Recensione del film di Gia Coppola

Pamela Anderson brilla in The Last Showgirl | Recensione del film di Gia Coppola

Postato il 20 Agosto, 2025

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Cosa succede quando cala il sipario e si spengono i riflettori? Per la ballerina di uno storico spettacolo di Las Vegas, il palco non è un semplice luogo di lavoro: è fonte di identità e motivazione. Quando arriva l’ultimo spettacolo, dire addio significa più che lasciarsi il glamour alle spalle, ma salutare la versione di te stessa che hai sempre mostrato al mondo. In The Last Showgirl, diretto da Gia Coppola, “Le Razzle Dazzle” è casa per la showgirl 57enne Shelly, interpretata dall’unica e sola Pamela Anderson. Nel suo atteso ritorno sullo schermo, Anderson conferisce al suo personaggio una sorprendente profondità emotiva.

Gia Coppola ha collaborato con la sceneggiatrice Kate Gersten per trasformare la sua pièce teatrale Body of Work in un’opera cinematografica. Il film è stato presentato al Toronto International Film Festival 2024, dove l’interpretazione empatica e sfaccettata di Anderson è stata accolta con entusiasmo dalla critica. The Last Showgirl è diventato rapidamente uno dei film più chiacchierati della stagione degli premi e molti ritenevano che meritasse il riconoscimento dell’Academy. L’Oscar può esserle sfuggito, ma il film ha ottenuto nomination ai 31esimi SAG Award e agli 82esimi Golden Globe Award. Ma soprattutto, ha segnato una seconda vita per la sua protagonista. Le ha permesso di liberarsi dai ruoli di Baywatch (1992-1997) e Barb Wire (1996) che l’hanno resa famosa, per ridefinire la sua immagine pubblica svelando un lato magnetico, ma vulnerabile.

L’ultimo atto: storia e temi

In The Last Showgirl, Gia Coppola porta sullo schermo con la sua distintiva visione registica un lato di Las Vegas che non si vede spesso. “Las Vegas non funziona come qualsiasi altra città. È consumismo e magia messi insieme”, ha spiegato la regista, e quest’idea è palpabile in tutto il film. Tuttavia, Coppola sembra più interessata alle vite reali che si celano dietro le luci abbaglianti della Strip, e Shelly Gardner è la protagonista dello spettacolo. Vive dell’eredità della sua fama di showgirl degli anni Ottanta. Trent’anni dopo, si esibisce ancora nel suo amato spettacolo, “Le Razzle Dazzle” nel pieno stile del burlesque francese, condividendo il palco con ballerine molto più giovani di lei.

Oltre a Pamela Anderson, nel cast ci sono anche la vivace Jamie Lee Curtis nel ruolo di un’ex showgirl e fedele braccio destro di Shelly; Brenda Song, nei panni di Mary-Anne e Kiernan Shipka come Jodie, colleghe e amiche intime che aggiungono alla storia sorellanza e contrasto generazionale. Sofia Coppola mostra solo pochi fotogrammi dello spettacolo di strass e piume perché preferisce raccontare la vita dietro le quinte. La storia mostra i momenti di connessione profonda e la frenesia della preparazione allo spettacolo.

La routine quotidana dei personaggi viene sconvolta quando il direttore di scena, Eddie (Dave Bautista), annuncia che lo spettacolo sta per finire, costringendo le showgirl a fare i conti con il proprio futuro. Shelly si sente crollare il mondo addosso. Aveva sacrificato tutto per inseguire la carriera dei suoi sogni, ma ora non restano che ricordi sbiaditi e un futuro incerto. È il suo, l’atto finale dello spettacolo più abbagliante e tragico.

Il sipario: donne al cinema

È una storia universale quella che racconta Gia Coppola attraverso il microcosmo di un teatro di Las Vegas. Sotto la sua superficie scintillante, The Last Showgirl denuncia l’ageismo e il senso di sostituibilità che spesso caratterizzano la carriera delle donne nell’industria dello spettacolo. Mescolando finzione a importanti questioni sociali, Shelly si distingue come personaggio profondamente umano e imperfetto. Il film esplora con attenzione il modo in cui le donne, soprattutto le madri, sono spesso costrette a camminare sul filo sottile che separa ambizione ed egoismo. Sottolinea la mancanza di sostegno da parte del sistema alle madri lavoratrici, costringendole a fare scelte impossibili che segnano le loro vite. “Sentirsi gli occhi addosso, sentirsi bellissima è una cosa potente! Non posso immaginare la mia vita senza questo!”, dice Shelly, spiegando cosa l’ha spinta a perseguire la sua vocazione nonostante i sacrifici.

L’esperienza di Shelly rispecchia quella di Elisabeth Sparkle in The Substance di Coralie Fargeat. Entrambe devono affrontare la sfida di invecchiare in una società che esalta la giovinezza a discapito della propria storia.

Questo è un aspetto intrinseco di Shelly. Non ci fa nemmeno caso alla sua età, perché ha fatto quello che amava ogni singolo giorno. Non si accorge che il tempo è passato, che il mondo si è evoluto. È una persona che vive un po’ nella sua fantasia. La sua vita è stata un sogno, da quando è stata presa così giovane per far parte dello spettacolo fino a diventare una figura celebre a Las Vegas e un’icona dell’America, ed è per questo che Shelly vuole vivere in quello spazio per sempre.

Kate Gersten in un’intervista a IndieWire

L’Effetto Mirrorball di cui parla anche Taylor Swift

Il film restituisce autenticità alla città famosa per la sua atmosfera fittizia, offrendo una riflessione toccante sullo sfruttamento delle donne e dei loro corpi, in particolare negli spettacoli dal vivo. La devozione di Shelley per il palcoscenico rispecchia la riflessione intima che Taylor Swift esprime in “mirrorball”, dove la scintillante palla da discoteca diventa una metafora della pressione di assecondare i desideri degli altri, anche a costo di rinunciare alla propria identità.

I know they said the end is near
But I’m still on my tallest tiptoes
Spinning in my highest heels, love
Shining just for you

“mirrorball” di Taylor Swift

Shelley ha costruito la sua vita sull’essere desiderabile, aggraziata e apparentemente senza età. Tuttavia, quando non è più sul palcoscenico, deve trovare un equilibrio tra il mettere in piedi uno spettacolo per gli altri e il riscoprire chi è veramente.

Incapace di tenere il passo con le aspettative in costante cambiamento imposte alle donne dello spettacolo, Shelley finisce per mettersi in ridicolo durante un’audizione per un nuovo show, rivelando il suo desiderio disperato di rimanere sotto i riflettori. Proprio come nella struggente scena di Pearl di Ti West, in cui la protagonista implora: “Per favore, sono una star!”, Shelly si sente bruscamente tagliata fuori dalla vita che si era costruita. All’improvviso, i suoi sogni le scivolano dalle dita. A malincuore, si rende conto che il sistema a cui una volta apparteneva non ha più posto per lei.

Sorellanza in The Last Showgirl: Shelly e Pamela

In The Last Showgirl e nel suo cast di donne sensazionali, ciò che spicca è un profondo senso di sorellanza che le unisce. Immergersi nel lato umano di un mondo in apparenza sfarzoso e glamour è stato fondamentale per la realizzazione del film. Ispirandosi al cast del vero spettacolo di Las Vegas Jubilee!, Gia Coppola ha catturato l’unione che ha permesso alle donne di rispondere alle pressioni di riflettori che non fanno sconti a nessuno.

Sebbene nel suo primo ruolo drammatico, Pamela Anderson offre la performance della vita, probabilmente ispirandosi ai parallelismi personali che la legano a Shelley. Piuttosto che riscrivere il suo passato, si è riappropriata della sua narrazione, facendosi finalmente notare per la sua recitazione ricca di sfumature. Incarnando l’ingenuità e la resilienza di Shelley con un’autenticità sorprendente, la Anderson lascia trasparire le contraddizioni del suo personaggio.

Anche se spesso considerata un’outsider del settore, l’attrice ha sfidato le aspettative di tutti, dando vita anche a un forte senso di comunità sul set. Ha infatti creato un’atmosfera di solidarietà femminile e amicizia, sia dentro sia fuori dallo schermo.

Dalla sceneggiatura allo schermo: fotografia e colonna sonora

Per ricreare il fascino onirico e spettrale di Las Vegas, Sofia Coppola ha continuato la sua collaborazione con il direttore della fotografia Autumn Durald Arkapaw. Girato in soli 18 giorni nel gennaio 2024, The Last Showgirl ha permesso alla regista di mantenere la sua integrità artistica lavorando con una troupe ridotta e pochissima attrezzatura. Nonostante la città del Nevada non sia estranea al cinema, questa volta la regista ne offre una visione più introspettiva e personale. Le pellicole da 16 mm, una messa a fuoco morbida e i movimenti di camera a mano conferiscono al film maggiore personalità. Coppola ha citato John Cassavetes e Sean Baker come ispirazioni cardine per le sue riprese, il che spiega la qualità granulosa e saturata delle immagini che esalta l’estetica complessiva del film.

Miley Cyrus si è unita al cast tutto al femminile con una canzone originale, Beautiful That Way, che accompagna sui titoli di coda. Con la sua voce grintosa e il suo groove old-school, il brano si è guadagnato una nomination ai Golden Globe per Migliore Colonna Sonora Originale. Grazie al tono malinconico, la canzone incanta lo spettatore, riuscendo a trasmettere perfettamente il sapore dolceamaro del film.

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