Dipingeva poi è finito a fare musica. Baffi folti, camicia jeans, occhiali da sole, occhi azzurri e le immancabili sigarette. Gino Paoli è morto oggi martedì 24 marzo 2026 all’età di 91 anni. Il triste annuncio della famiglia segna la parola fine su “una lunga storia d’amore” tra il pubblico e il grande cantautore italiano, probabilmente l’ultimo. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari“.
Gino Paoli: una vita al massimo
Gino Paoli ha lasciato al pubblico più di una canzone per fargli compagnia, da bere se avranno sete, da cantare quando avranno voglia, da sognare quando si ha sonno. Sosteneva che “Vita e morte stanno insieme prima e anche alla fine. Senza fine…”. Ha più volte spiegato di non avere paura della morte: “Dove i fiori spariscono, poi esploderà la primavera”. Questa era la mentalità di un uomo che ha fatto dell’ironia tagliente, della tenacia, del sarcasmo e della sincerità senza freni un personaggio unico nel suo genere.
A Monfalcone era nato ma Genova lo ha cresciuto, è lì che le ha prese e le ha date. Musicalmente gli anni trascorsi a Milano sono stati un passaggio fondamentale. La politica, un tentato suicidio per noia, le droghe assunte, le bottiglie di whiskey scolate e anche la convivenza con un proiettile incastrato nel cuore. Infine il dolore che non ha mai superato per la morte del figlio Giovanni. “Mi sveglio come se fosse il primo giorno, vado a dormire come se fosse l’ultimo”,ha confidato in una delle tante interviste concesse ai media. E poi ci sono stati gli amori travolgenti e passionali. Storie tormentate e sincere raccontate in canzoni iconiche: “Se amo una donna è per tutta la vita”, diceva. Con alcune è rimasta un’amicizia speciale. Il sodalizio artistico e sentimentale con Ornella Vanoni, scomparsa quattro mesi fa, è la testimonianza più autentica.
Le canzoni famose di Paoli: da “Senza fine” a “Sapore di mare”
Il primo approccio era quello di un uomo duro, impenetrabile. Schivo e facilmente irritabile. Tutt’altro era il Paoli che cantava l’amore come pochi. Aveva invece una poetica profonda: sentimenti passionali, delicati anche malinconici. La donna al centro delle sue mille storie d’amore raccontate tra parole e musica. I suoi brani più famosi hanno fatto sognare intere generazioni. Opere rimaste senza tempo, le conoscono e cantano anche quelli della generazione Z, immortali.
Tra i titoli che sono valsi al cantautore ligure riconoscimenti e successi ci sono: “Sapore di Sale”, “La Gatta”, “Quattro amici al bar”, “Che cosa c’è”, “Una lunga storia d’amore”, “Ti lascio una canzone”, solo per citarne alcune. “Senza fine” è la canzone simbolo del legame Paoli-Vanoni. Dal titolo alle parole la descrizione di un rapporto unico. È stato un successo in entrambe le versioni incise dai due artisti. Senza fine è un ritratto di Ornella. Ha fatto il giro del mondo, molto apprezzata anche a livello internazionale, un brano che “non ha ieri, non ha domani”.
Alle canzoni di Paoli hanno lavorato anche maestri come Ennio Morricone in “Sapore di mare“. Le canzoni di Gino sono state inserite nei soundtrack di film italiani famosi. Hanno accompagnato la vita del pubblico durante gli anni ’60, ’70 e ’80 quando l’occasione era quella di un ballo lento, nei club o nei locali, sulla spiaggia, magari con la chitarra davanti ai falò. D’estate era apoteosi. E poi c’erano i Jukebox: tra i brani da scegliere un pezzo di Paoli non mancava mai. Riflessi vivi ancora oggi quando i brani li passano le radio. Quando i giovani li cantano, è un patrimonio senza età.
Quando “Il cielo in una stanza” ha fatto piangere Mina
Paoli anche di recente aveva raccontato un aneddoto su “Il cileo in una stanza“. Di come era stato l’amico Mogol a farla ascoltare a Mina che fu immediatamente colpita e decise di inciderla il prima possibile. Ma poi c’è stata un’altra rivelazione che ha rilasciato la cifra emozionale della canzone. Tony De Vita, l’arrangiatore del pezzo, ha confidato a Gino Paoli di quando Mina in sala di registrazione dopo averla cantata era scoppiata in lacrime per l’emozione. I maestri presenti si sono alzati in piedi per applaudire. Una canzone scritta senza pause e senza ritornello. Una parola dietro l’altra e che secondo l’artista era impossibile da riscrivere. Anche in questo caso il brano è stato inciso sia da Paoli che da Mina: in entrambi i casi è stato un successo assoluto.
L’eredità di Paoli nelle canzoni meno famose
Nella collezione di Gino Paoli ci sono canzoni che non hanno avuto il successo che avrebbero meritato. Non proprio commerciali. Descrivono l’artista in modo più intimo, i legami con la sua terra, con il mare, fonte di ispirazione, e anche con gli anni vissuti a Milano. “Sassi” è un brano unico al quale Paoli è stato particolarmente legato. È una delle prime canzoni scritte agli inizi, composta di getto, un testo che difficilmente potrebbe essere diverso. Una dedica alle sue radici, addirittura una richiesta di perdono per quel che l’artista non ha dato e che avrebbe voluto dare alla sua terra.
In un’altra cantava gli anni di Milano a confronto con la Liguria: “A Milano Non Crescono i Fiori“. Parole semplici, una sorta di dialogo tra due giovani innamorati. L’artista dice: “Ma dove vanno gli innamorati per dirsi quello che voglio dire a te. Devi venire nel mio paese dove c’è il sole che brillerà per te”. Di fatto il cantautore sostiene che non ci siano spazi per darsi un bacio all’aperto senza che vengano poi disturbati da qualcuno. Invece nella sua terra dove c’è spazio c’è anche il sole. E poi tra le canzoni d’amore tra donna e terra c’è: “Il mare, il cielo, un uomo“. Una riflessione malinconica su quello che potrebbe diventare un uomo per amore di una donna ma anche di un uomo. C’è il riferimento al cielo, al remo di una barca, al gabbiano che vola libero, è ancora la sua terra ad ispirare l’artista.
E poi ci sono “Sarà Così” una storia d’amore che non può finire ricordando quello che è stato e che può ancora essere. “Io E tu” racconta la forza della coppia: due anime che da sole non esistono più ma piuttosto un “Noi“. La tristezza diventa felicità, la malinconia che svanisce stando insieme “Oggi, domani e ancora”. Infine “Due poveri amanti” è la storia di due amanti che si trascinano e non sanno più stare insieme, non sanno nemmeno chiudere. Il cantautore si immagina davanti al mare, alle onde, ripensa a lei che gli lancia contro delle perle, sono gli spruzzi del mare.
“Tra un bicchier di whiskey ed un caffè tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi sarà”. Gino Paoli chiudeva così il cerchio della vita con i suoi quattro amici al bar con tanto di citazione a Vasco Rossi. Tra i tantissimi, il blasco gli ha reso omaggio: “E poi ci troveremo come le star”.