The Witcher 3: Wild Hunt | Successi e limiti a dieci anni dall’uscita
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The Witcher 3: Wild Hunt | Successi e limiti a dieci anni dall’uscita

The Witcher 3: Wild Hunt | Successi e limiti a dieci anni dall’uscita

Postato il 27 Agosto, 2025

Art Director

Marian Chomiak

Lead Composer

Marcin Przybyłowicz, Mikolai Stroinski
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Non credo in Melitele, non credo neanche nell’esistenza di altri dei. […]

Io credo nella spada. Come vedete, ne porto due. Ogni Witcher le porta.

-Geralt di Rivia

The Witcher 3: Wild Hunt è un videogioco di grande successo sviluppato da CD projekt RED. Uscito a maggio 2015, ha subito incontrato il favore del pubblico, superando le 50 milioni di copie vendute. Il suo successo è stato favorito anche dall’uscita nel 2019 dell’omonima serie TV su Netflix. Anche se popolarità non significa perfezione, questo videogioco resta impresso nella memoria degli affezionati grazie al suo elemento centrale: la narrazione.

Il richiamo della caccia

I Witcher sono cacciatori di mostri che, a causa delle loro abilità sovrumane, sono spesso visti anche loro come tali. Uomini addestrati a lasciare da parte qualunque emozione. O almeno questa è la credenza popolare. Infatti Geralt di Rivia, il nostro protagonista, è tutto fuorché senza umanità, soprattutto per le persone a cui tiene. Tra queste c’è la figlia adottiva Ciri, inseguita dalla famigerata Caccia Selvaggia (Wild Hunt). Per trovarla e salvarla, Geralt attraversa il continente e i suoi tumultuosi eventi.

Geralt in una taverna
Image courtesy of ©2015 CD Projekt RED

L’impero Nilfgardiano vuole espandere il suo dominio su questo territorio, lasciando profonde cicatrici al suo passaggio. I campi di battaglia ponteggiati di cadaveri e i villaggi abbandonati sono una chiara dimostrazione delle forze in gioco. In questo clima di tensione, i maghi e razze non umane sono perseguitati. Geralt è testimone diretto di tutto questo. Armato delle sue spade di ferro e di argento, il Lupo Bianco affronta mostri e uomini per evitare un cataclisma più grande di qualsiasi conflitto.

Moralità e dilemmi in The Witcher 3: Wild Hunt

The Witcher 3: Wild Hunt è ambientato in un mondo in guerra, in cui l’umanità si mostra in tutta la sua complessità. L’ispirazione è la saga letteraria di Andrzej Sapkowski, famosa per il genere dark fantasy pervaso dal folklore slavo. Le situazioni che Geralt affronta – e ancora di più le decisioni che deve prendere – riflettono quest’atmosfera. Non ci sono risultati “giusti” o “sbagliati”, perché il mondo raramente si basa sugli assoluti. Invece, ogni azione porta conseguenze, molte delle quali fuori dal controllo del giocatore. Per esempio, liberare uno spirito antico può voler dire risparmiare bambini innocenti da un destino orribile. Ma, allo stesso tempo, può anche condannare un villaggio a una fine crudele.

Geralt combattendo un mostro
Image courtesy of ©2015 CD Projekt RED

Questo tema è presente in giochi AA come Life is Strange o titoli indie come Undertale. Ma può essere trovato anche in altri media. Un esempio famoso è il manga Trigun, in cui il lettore viene messo di fronte alla dura realtà: non tutti possono essere salvati. Questa dinamica sfida l’etica e la morale del pubblico. Il personaggio di Geralt spinge i giocatori ad accettare il peso delle loro azioni e le ripercussioni a lungo termine delle loro scelte. I giocatori, dal canto loro, apprezzano il gameplay e trovano questi dilemmi gli aspetti più affascinanti del gioco.

The Witcher 3: Wild Hunt è un successo pieno di difetti

The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco che ha fatto molto discutere, anche perché non è certo perfetto. È ambizioso, introduce molti aspetti della saga, ma non tutti sono espressi al massimo.

Primo fra tutti, la dinamica dell’open world. Da un lato, la mappa del Continente sembra davvero vasta, estendendosi dai campi alle isole sommerse dal mare. Dall’altro invece, ciò che si ottiene in termini di esperienza immersiva non si traduce in gameplay. Anche se si è tecnicamente liberi di esplorare, molte aree presentano nemici troppo forti da affrontare, limitando quindi la libertà del giocatore. E nonostante gli innumerevoli punti di interesse sulla mappa, pochi si rivelano meritevoli. Il risultato è un mondo immenso in cui molti elementi si perdono. Una caratteristica che CD Projeckt RED è stata in grado di migliorare nel successivo progetto Cyperpunk 2077.  

Geralt viaggiando sul suo cavallo
Image courtesy of ©2015 CD Projekt RED

Un altro elemento riguarda l’aspetto del limitato gioco di ruolo. Anche se la gamma dei talenti offre una serie di possibilità, i giocatori non possono scegliere il loro personaggio, contrariamente a Dragon Age: Origins e Baldur’s Gate 3, in cui tutto, dalla razza alla classe e al carattere, può essere personalizzato.

Geralt è un protagonista prestabilito, con un passato e una personalità ben precisi che determinano le sue azioni. Il giocatore può prendere decisioni, ma sempre nell’ambito di un ruolo prestabilito. Questo non è necessariamente un aspetto negativo, dal momento che chi si avvicina alla serie spesso vuole interpretare il Witcher. Ma l’elemento si discosta dall’esperienza standard dei giochi RPG, facendo sembrare a volte The Witcher 3: Wild Hunt lineare e restrittivo.

Un’esperienza immersiva: ambiente e mostri

Se alcuni aspetti del gioco non sono pienamente soddisfacenti, altri non solo corrispondono alle aspettative ma le superano. Creando il loro mondo, gli sviluppatori hanno ottenuto un effetto immersivo che mantiene il suo fascino anche a distanza di oltre dieci anni.

I villaggi sono ricchi di oggetti e dettagli che descrivono la vita quotidiana. Le foreste sono rigogliose e popolate da una fauna selvaggia. Le città sono imponenti e brulicano di vita, fra mercati affollati, taverne gremite e folle riunite intorno ai predicatori del Fuoco Eterno. L’effetto è molto simile al selvaggio West di Red Dead Redemption 2: ogni parte di questo mondo ci sembra vivace e racconta la sua storia. L’atmosfera è curata in ogni dettaglio, compreso il suono grazie a una colonna sonora favolosa.

Poi ci sono i mostri di The Witcher 3: Wild Hunt, iconici quanto il protagonista. Gli incarichi da Witcher sono l’occasione di fronteggiare le creature che Geralt è addestrato a sconfiggere. Anche questi hanno caratteristiche specifiche, come accade con le creature maledette che popolano Yhrnam in Bloodborne o la fauna meccanica di Horizon Zero Dawn.

Durante il viaggio, i giocatori incontrano ogni tipo di creatura sovrannaturale: gli Annegati in agguato nelle acque torbide e le astute Crones con la loro antica magia. Ma anche Spettri vendicativi e Vampiri che si nascondono fra gli umani. Ogni scontro arricchisce il Bestiario di nuove voci, fornisce ingredienti per pozioni e oli, e riempie la sacca con monete guadagnate faticosamente.

I personaggi che rendono memorabile il videogioco

La trama principale di The Witcher 3: Wild Hunt non è di per sé originale; sono i personaggi a renderla tale. Anche se si impersona principalmente Geralt, i giocatori possono anche giocare nel ruolo di Ciri. In vari flashback, si assiste alla sua fuga e allo sviluppo dei suoi poteri. La storia si sviluppa attraverso il legame padre-figlia, anche se Ciri e Witcher vengono presto separati. Fino a che punto Geralt si spingerà per salvarla?

Il cast principale di The Witcher 3: Wild Hunt presenta molti altri personaggi, inclusi volti familiari provenienti da capitoli precedenti. Triss e Yennefer, gli altri Witcher, il bardo Ranuncolo. Come nella serie Mass Effect, la trama lascia spazio ad ognuno di loro. Il giocatore scopre la loro versione della storia, sperimentando un piacevole senso di continuità.

Geralt

Inoltre, un altro elemento fondamentale sono le scelte del giocatore e come si inseriscono nel ritmo della narrazione. Come detto prima, le decisioni prese durante il gioco hanno tutte sviluppi e un impatto diretto sulla narrazione. Ogni dettaglio delle missioni principali e secondarie torna più volte durante l’avventura di Geralt. Così, un personaggio che lui ha aiutato può tornare in suo aiuto in parti successive del gioco. Altre volte gli effetti di una scelta diventano visibili solo ritornando al luogo d’origine dopo molte ore di gioco. Questi elementi narrativi sono efficaci da compensare aspetti meno riusciti del gameplay, e proiettano The Witcher 3: Wild Hunt fra i capisaldi del videogame.

Cosa viene dopo? Le espansioni del Witcher

Il titolo presenta anche due DLC, Heart of Stone e Blood and Wine, usciti negli anni successivi. Queste espansioni scaricabili ampliano i contenuti e tradizioni di The Witcher. Includono, per esempio, nuove missioni, personaggi, armi e la mappa di Touissant da esplorare.

Alla storia di Geralt, inoltre, viene dato un finale davvero degno. Quello del Witcher è un universo in costante espansione, che presto verrà arricchito da un nuovo capitolo incentrato su Ciri, annunciato durante i Game Awards del 2024.

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