David Bowie, da Lennon a Tina Turner: quali sono le collaborazioni più celebri del Duca Bianco

Postato il 10 Gennaio, 2026

La creatività e la costante ricerca di come fare un passo avanti nella musica e nel rock sono state tra delle componenti chiave della vita artistica di David Bowie. Moda, cinema, stile: il Duca Bianco ha fatto del trasformismo parte della sua cifra, tracciando un solco che successivamente molte altre pop star della musica hanno seguito. Così le grandi collaborazioni e duetti hanno una spiegazione: ovvero una sperimentazione continua, un dialogo artistico. Dieci anni fa ci lasciava David Bowie.

Il significato degli incontri e collaborazioni con grandi rockstar

Nessuna delle collaborazioni con i giganti della musica mondiale è stata un caso. Un esercizio di stile di confronto per ridefinire di continuo la propria identità artistica, già fortemente iconica per la sua genialità.

Il punto di congiunzione con la fermezza di voler ricercare quel modo di essere sempre un passo avanti alla normalità. Ma c’è di più: l’attrazione per la genialità dell’altro artista scelto per alcuni duetti epici, nonostante la differenza musicale. David Bowie era capace di anticipare i tempi, di leggere attraverso le righe, anche delle note, se l’eventuale lavoro insieme potesse spostare l’asse creativo.

Bowie e Iggy Pop

Bowie, come detto, è stato molte cose, tra cui anche produttore musicale. Nel caso degli Stooges ha prodotto il loro terzo album. Di lì la consacrazione dell’amicizia con l’allora frontman della band Iggy Pop. Il rapporto solido tra i due è andato oltre la musica. Erano gli anni 70, si ritrovano prima a New York, poi la fuga a Berino, entrambi dovevano disintossicarsi dalla droga, in cerca di rilancio. La città del Muro, durante la Guerra Fredda, è stata una culla rigenerante per la vita artistica di Bowie.

In Germania, Ziggy Stardust, uno degli alter ego di Bowie, ha lanciato la carriera da solista di Iggy Pop e ha prodotto due dischi dell’ex Stooges. Di contro, Iggy Pop ci ha messo del suo per la realizzazione della trilogia di Berlino Low, Heroes e Lodger“. Insieme hanno scritto le canzoni China Girl e Sister Midnight. Nel 1977 il duetto in Lust For Life. Iggy, nel corso delle diverse interviste rilasciate ai media, ha più volte ringraziato Bowie: “Mi ha salvato la vita. Per me è un benefattore.

Tina Turner su Bowie: “Mi ha salvato la carriera”

Come con Iggy Pop, anche per Tina Turner, la presenza e l’influenza di Bowie sono state fondamentali. Insieme nell’84-85 hanno inciso il brano Tonight che originariamente il Duca Bianco aveva composto con Iggy Pop. Il duetto leggendario durante il Live Aid del 1985 consacra artisticamente la coppia: energia, ritmo, potenza vocale. C’è tutto. Il duetto si ripete a Birmingham sempre nell’85 durante il Private Dancer di Tina. Bowie entra in scena all’improvviso con i fan in delirio. Il sensuale ballo sul palco ha fatto epoca, accompagnato da un giro di sax elettrizzante.

Bowie ha anche partecipato alla scrittura del testo di Girls nel 1986. I due sono stati attori protagonisti anche in un altro spot della Pepsi Cola. Una storia che si è basata su un rapporto di amicizia profondo. Bowie ha influito positivamente in un momento difficile per la Turner: l’ha riabilitata musicalmente fino a renderla una regina immortale degli anni ’80.

Fame: com’è nata la hit di Bowie con John Lennon

Incontri culminati in amicizie che hanno avuto un grande peso nella vita artistica di tre rockstar. David Bowie ha consciuto John Lennon a New York. Nel 1975 compongono Fame, una canzone dal potenziale incredibile, con un sound funky tipico degli anni ’70. Alla chitarra c’è il portoricano Carlos Alomar, musicista di cui Bowie si è innamorato al primo ascolto. Ma per raccontare la storia di Fame bisogna fare un passo indietro. Lennon e Bowie erano in studio per registrare una versione di Across the Universe, brano dei Beatles scritto da Lennon-McCartney. La canzone incisa dal Duca Bianco e dall’ex Beatle è stata inserita nell’album Young Americans dell’artista inglese. Qualche tempo dopo l’incisione, Lennon ha dichiarato pubblicamente che la versione di Bowie è migliore di quella dei Beatles.

Fame nasce quasi per caso, mentre l’attenzione degli artisti presenti era tutta su Across the Universe. In un momento di pausa, di confronto, all’improvviso parte un riff del chitarrista Alomar, Bowie e Lennon colpiti da quel sound affascinante restano fulminati. L’ex Beatles prende il tempo al giro di chitarra e inizia a emettere un suono con la bocca, una parola senza senso: “Aim”, e lo ripete più volte. Diventa uno dei punti di forza del brano abbinato alla voce di Bowie.

Di lì nasce la hit che ha valso al Duca Bianco il primo posto nelle classifiche statunitensi. Tra Lennon e Bowie nasce un’amicizia profonda. John ha lavorato molto per far comprendere a David quanto fosse prezioso il suo valore artistico, spronandolo a sfruttarlo al meglio. È stata Yoko Ono, dopo la morte di Lennon, a raccontare come John è stato un mentore per Bowie e il loro legame intenso.

Under Pressure dei Queen: Mercury e Bowie mai eseguita insieme

Resta forse la collaborazione più iconica di David Bowie. E tanta è l’amarezza per non aver mai visto cosa sarebbe stato un duetto dal vivo tra il Duca Bianco e Freddie Mercury. I due artisti si conoscevano fin da ragazzi, ma la realizzazione del brano non è stata facile per via degli attriti, tensioni tra Freddie e David. Due leggende, ognuna con le proprie convinzioni, nessuno disposto a cedere un centimetro. “Anime precoci”, così le ha definite il chitarrista Brian May, uno dei leader dei Queen.

Divergenze nate dal mixaggio del brano tra l’arrangiamento e il testo. “In studio succede che ci siano scintille. Proprio grazie a queste è nata una canzone fantastica”, ha detto May. A distanza di anni, anche Bowie ha riconosciuto come quegli attriti diedero una spinta forte per rendere Under Pressure un brano potentissimo, come poi ha raccontato la storia. Anche in questo caso, la canzone, nata da una collaborazione tra i Queen e il Duca Bianco nel 1981, fu realizzata per caso.

La band britannica lavorava in Svizzera al decimo album, Hot Space. Il brano in origine si chiamava Feel Likema la band non era entusiasta; mancava qualcosa e decise di non pubblicarlo. In Svizzera c’era anche Bowie sempre per motivi di lavoro. Successivamente, tra toni duri e frecciate al veleno, Mercury e Bowie arrivano comunque alla creazione di una hit che la critica, il pubblico e grandi artisti di livello mondiale consacreranno come un capolavoro. La fusione perfetta tra rock e pop: un riff di basso di John Deacon che ha fatto scuola nel mondo. Roger Taylor, batterista dei Queen, ha confessato: “Eravamo tutti abbastanza ubriachi quando l’abbiamo registrata”.

Dancing in the Street con Mick Jagger

Sull’amicizia tra David Bowie e Mick Jagger ci sono state diverse speculazioni, pettegolezzi. Alla fine resta il lavoro musicale che hanno lasciato, prezioso. Era normale che ci fosse molto hype attorno ai due che al tempo si amavano e odiavano allo stesso modo. Dal sodalizio è nato l’acronimo “Ja-Bo”, la sintesi di Jagger-Bowie. Il singolo che hanno realizzato insieme aveva lo scopo di raccogliere fondi per il leggendario concerto Live Aid del 1985. L’evento benefico voluto da Bob Geldof per raccogliere fondi a favore del popolo in Etiopia, colpito dalla carestia.

Bowie e Jagger realizzarono la cover di Dancing in the Street con voci potenti e balli scatenati. La critica fu molto dura, la canzone invece divenne un cult premiata dal pubblico con il primo posto in classifica nel Regno Unito tra i singoli del tempo.

Bowie con i Pet Shop Boys, Moroder e Placebo

Una fase nuova per Bowie con la sperimentazione dell’elettronica, della collaborazione con Brian Eno. Tra gli esponenti della musica elettronica più iconici al mondo. Il musicista ha avuto una grande influenza sull’artista inglese. Hello Spaceboy è un brano noise, un’evoluzione del punk rock. Fa parte dell’album Outside. La versione remixata dai Pet Shop Boys ha avuto maggiore fortuna rispetto a quella incisa da Bowie. Il sound dance elettronica aveva dato alla canzone un tocco magico. Lo stesso Duca Bianco ne rimase affascinato dal lavoro tanto che volle eseguirlo dal vivo con i Pet Shop Boys: una performance rara ai BRIT Awards del 1996.

In linea con il periodo di sintetizzatori ed elettronica, anche la collaborazione con il padrino della dance, Giorgio Moroder. La canzone è Cat People, una versione rivista e diversa rispetto a quella incisa da Bowie nell’album Let’s Dance del 1983. È diventata la sigla del film Il bacio della pantera. Brano dark con voce da baritono di Bowie, cori a contrasto. Un suono cupo impreziosito dalla visione dance di Moroder nel finale.

Con i Placebo non poteva non essere amore. Artisticamente e umanamente molto simili: un rapporto speciale con il leader Brian Molko. Com‘è stato per Iggy Pop, anche per Molko Bowie è stato un maestro ispiratore. Bowie e Placebo hanno suonato dal vivo insieme e lavorato fianco a fianco in studio. Nel 1998 è arrivata Without You I’m Nothing. Molko ha raccontato più volte: “Bowie mi ha reso una persona migliore. È scomparso troppo presto prima che io lo capissi”. La canzone simbolo dell’amicizia è contenuta nell’omonimo album della band. Al primo ascolto Bowie rimase subito colpito dal pezzo. Ha voluto fortemente incidere una cover con i Placebo. Uscito come singolo nel 1999, è stato un successo ancora maggiore della versione originale. Happy Birthday in The Sky è invece il brano che i Placebo hanno dedicato a Bowie dopo la sua morte.

Il magnetismo Lennox-Bowie

Perché fu soprattutto ‘magnetismo’ purissimo. Non una vera collaborazione, ma molto altro. È successo tutto il 20 aprile 1992 in occasione del Tribute a Freddie Mercury. Si suonava al vecchio Wembley di Londra, uno stadio leggendario per i Queen. Si celebrava la vita di Freddie, scomparso l’anno prima. Sul palco salirono tutti i più grandi artisti della musica mondiale. Ognuno di loro voleva, in qualche modo, dire grazie al frontman dei Queen. Annie Lennox e David Bowie con una versione unica di Under Pressure sono passati alla storia. Il bacio di Annie a David poi fu immortalato ovunque. Fosse accaduto oggi ai tempi dei social, avrebbe mandato in tilt la rete. Ripensando a quel momento, Lennox ha detto: “Non lo avevo preparato, è stato puro istinto. SI parlava di AIDS, c’era un’aura di morte, avrei voluto abbracciare David, lui rimase glaciale e l’ho baciato. È stato indimenticabile”.

L’improbabile duetto con Bing Crosby

Perché ‘improbabile’ è il termine migliore con cui apostrofare la collaborazione tra David Bowie, padrino del glam rock, e Bing Crosby: volto del musical, attore e noto per le sue interpretazioni di canzoni di Natale. È proprio su questo che si fonda un duetto talmente lontano dai rispettivi mondi da diventare poi un simbolo. Bowie ha anche lui una Christmas song. Peace on Earth / Little Drummer Boy, cantata per la prima volta in tv nel 1977 in coppia con Bing Crosby. Nessuno aveva piena convinzione di ciò che si stesse facendo.

Entourage, manager e familiari dei due artisti avevano molti dubbi. Eppure successe il miracolo di Natale.Inizialmente Bowie si oppone, non vuole cantare Little Drummer Boy. Gli autori in un’oretta circa scrissero un nuovo testo aggiungendo la parte di Peace on Earth. Il resto lo ha fatto il successo della canzone, divenuta un classico di Natale.

Per me la musica è il colore. Non è il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso.

David Bowie

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