
Lara Croft, icona del XX secolo, è la protagonista di più di una dozzina di videogiochi. Compare in fumetti, serie e persino video musicali. Star come Angelina Jolie e Alicia Vikander l’hanno interpretata sul grande schermo.
Core Design ha creato un personaggio che presto ha preso piede nella cultura pop degli anni ’90. Ma non è rimasto immobile: nel corso di due decenni, Lara si è evoluta per adattarsi alla sensibilità del tempo, suscitando lodi e critiche. Tomb Raider intanto si è confermato un pilastro del gaming e non solo. L’arrivo imminente di nuovi progetti, di un videogioco e una serie tv, dimostrano come Lara abbia ancora molto da dire.
- Nascita di Lara Croft
- Un personaggio femminile in controtendenza
- Eroine sullo schermo: da Ellen Ripley a Sarah Connor
- La prima celebrità virtuale
- Oltre i videogiochi: dai fumetti ai film con Angelina Jolie
- Il primo reboot del videogioco: una storia più oscura
- Tomb Raiding di nuova generazione: Lara come femme fatale
- L’era Survivor: un personaggio più verosimile
- Open-world e survival: novità controverse
- Una fanbase divisa: le critiche contro la serie Uncharted
- I fumetti Dark Horse e il film d’azione con Alicia Vikander
- Un nuovo progetto per Tomb Raider: c’è un futuro per Lara Croft?
- Un’icona dell’intrattenimento del XX secolo
Nascita di Lara Croft
Nel 1996, Tomb Raider ha portato per la prima volta sugli scaffali le avventure di Lara Croft. Il videogioco all’inizio è commercializzato da Sega Saturn per poi essere trasferito su computer e PlayStation. Nel 1994, Toby Gard, che lavorava per Core, aveva proposto per Lara un’avventura tridimensionale, seguendo lo stile di Indiana Jones. Qualcosa di rivoluzionario: negli anni ’90, i giochi d’azione erano principalmente in 2d e a scorrimento orizzontale, alla Super Mario.
La novità delle mappe 3d e la sua ampia verticalità, con tutte le interconnessioni, erano inedite. Inoltre, il design grid-based offrivano una versatilità mai vista prima per la creazione delle mappe. All’inizio dello sviluppo del gioco, il personaggio era una donna di nome “Laura Cruz”. In seguito, è stato preferito il nome Lara per via del suo significato. Deriva, infatti, dal nome greco Larissa e vuol dire “fortezza”. Il co-autore Paul Douglas riteneva che fosse una giusta metafora per la personalità della protagonista, enigmatica e attenta. Dopo aver cambiato il nome, il team ha optato per la provenienza britannica.

Un personaggio femminile in controtendenza
L’azienda produttrice Eidos Interactive spingeva per un protagonista maschile, ma Gard voleva sparigliare le carte. Così è nata Lara Croft, prendendo spunto da franchise come il fumetto post-apocalittico britannico Tank Girl e dal thriller d’azione di John Woo Hardboiled.
Anche se c’è un piccolo precedente – Street Fighter II, che ha introdotto l’agente donna dell’Interpol, Chun-Li – Lara Croft è stata una delle prime protagoniste femminili in occidente. Sotto Core Design, Lara è sfrontata, indipendente e sicura di sé. Nella sua prima interazione, Lara afferma che il suo obiettivo non è fare soldi, ma divertirsi. La sua determinazione e la fame d’avventura la portano a scavare in tombe dimenticate, alla ricerca di tesori mitologici. È nata in una famiglia nobile inglese, ma presto si rende conto che brama le avventure al cardiopalmo. Così, dopo essere sopravvissuta a un tragico incidente, abbandona il comfort claustrofobico dell’aristocrazia da cui proviene.
Ripudiata dai genitori, attraversa il mondo mettendo alla prova le sue capacità, e guadagnandosi da vivere con i libri che raccontano le sue missioni.
Eroine sullo schermo: da Ellen Ripley a Sarah Connor
La passione per le pistole, le acrobazie e la spavalderia di Lara Croft la collocano in un filone di eroine di film d’azione iniziato negli anni ’80 con Ellen Ripley di Alien e Sarah Connor di Terminator. Oltre al suo atteggiamento, anche le sue doti fisiche erano eccezionali. Roby Gard voleva che Lara fosse un personaggio sopra le righe: la sua figura esagerata era simbolica. La protagonista di Tomb Raider è stata disegnata come un supereroe, un ideale a cui ambire.
Indubbiamente, la sua bellezza è stata ampiamente usata per pubblicizzare il gioco. Spot pubblicitari, poster e persino un servizio su Playboy ne hanno messo in risalto le curve. Ma in realtà il gioco non è affatto basato sull’aspetto del personaggio. Inoltre, Lara è cruenta. Non si sottrae alla violenza, che si tratti di uccidere dinosauri a lungo ritenuti estinti o mercenari che ostacolano il suo percorso. Il tutto pronunciando frasi a effetto.
Mentre il design dei vari livelli di Tomb Raider è stato ispirato dalla complessità delle tombe degli antichi faraoni, il gioco e i sequel hanno ambientazioni diverse. L’esploratrice raggiunge tombe e templi antichi negli angoli più remoti del pianeta. Non si ferma davanti a nulla; è disposta anche a infiltrarsi nell’Area 51 per perseguire i suoi obiettivi.
La prima celebrità virtuale
Queste avventure le hanno regalato la celebrità, proprio come una vera attrice, amata dal pubblico. E’ stata testimonial di bevande, auto, ha interagito con attori in carne e ossa. Ha persino preso parte a un concerto degli U2. Dal momento che nei suoi diari la band di Dublino era citata come suo gruppo preferito, Bono e compagni l’hanno voluta omaggiare.
Negli anni Duemila, forum e fan page iniziano a diffondersi online a macchia d’olio.
Lara Croft non è popolare solo per i giocatori maschi; conquista anche il pubblico femminile e diventa un’icona gay. Proprio come voleva Gard: Croft è un’ispirazione per molte donne, che decidono di vincere le proprie sfide e fare la differenza nel mondo.
Oltre i videogiochi: dai fumetti ai film con Angelina Jolie
Negli anni, il franchise si espande oltre i videogiochi. Verso la fine degli anni’90, i fumetti di Top Cow esplorano il personaggio più nel dettaglio: cosa c’è dietro la donna quasi sociopatica ritratta nel videogioco? Nei fumetti si introduce un universo di amici, rivali e compagni, indipendenti e pieni di vita come i giochi.
In un evento crossover con il fumetto urban fantasy Witchblade, la protagonista Sara Pezzini diventa la sua migliore amica. Mentre il gioco non ha mai dato spazio agli intrighi amorosi, i fumetti introducono flirt con vari uomini. Per esempio, la relazione odio-amore con Chase Carver, un furfante su stile Han Solo che viene presentato inizialmente come l’ex fidanzato di Lara. Vengono esplorate anche le ambizioni della nostra eroina. A volte aiuta gli oppressi; in altre occasioni risulta quasi un antieroe. La versione fumettistica è simile a quella di Catwoman della DC Comics.
Nel 2001, il film hollywoodiano con protagonista Angelina Jolie ne offre la prima versione cinematografica. Nel film e nei sequel, Jolie è stata acclamata per aver restituito il fascino, la determinazione e la passione per l’avventura di Lara. L’attrice ha seguito le inclinazioni del personaggio cercando di fare da sola la maggior parte degli stunt.
Il primo reboot del videogioco: una storia più oscura
Nel 2003, l’uscita di Angel of Darkness ha suscitato pareri discordanti. Il gioco risulta molto più ambizioso dei suoi predecessori, grazie alle opportunità offerte dalla PlayStation 2. Ma la storia è più cupa. Accusata dell’omicidio del suo mentore, Lara deve fermare un’antica congrega che vuole conquistare poteri soprannaturali. Caratterizzato da meccaniche stealth, elementi del gioco di ruolo e una pletora di cut-content, il gioco è stato stroncato dalla critica. Così Eidos decide di trasferire il franchise da Core a Crystal Dynamics.
Lo sviluppatore statunitense ha presentato nel 2006 Tomb Raider: Legend, un reboot completo della saga. In questa versione, la protagonista non è più ripudiata dai suoi genitori, anzi è proprio da suo padre che ha ereditato l’amore per la storia e l’avventura. Inoltre, nell’incidente che ha dato il via alla sua carriera era presente anche sua madre, che è scomparsa. In questa nuova trilogia, quindi, cerca indizi per capire dove si possa trovare la donna.
Tomb Raiding di nuova generazione: Lara come femme fatale
Entrati nell’era della PlayStation 3 e del Xbox360, Tomb Raider Legend diventa un’esperienza molto più ottimizzata. Crystal Dynamics dà al titolo un’aura hollywoodiana, con scene d’azione che non sarebbero fuori luogo in film come Mission: Impossible. Proprio perché Lara Croft è stata paragonata a James Bond, il nuovo gioco le conferisce un fascino da femme fatale.
Non è più un’eroina solitaria: ha due assistenti con cui parla via chat. La trilogia offre anche una vetrina alle nuove tecnologie di quegli anni. Si dà molta importanza al palmare di Lara, un precursore dei tablet e degli smartphone.
La nuova serie di giochi si concentra di più sull’aspetto di Lara. Non solo ha una bellezza molto più stereotipata, ma anche vari outfit da sbloccare.
I fan, abituati a un gioco molto più orientato all’azione e a un’atmosfera ampollosa, sono disorientati dal cambio di motivazione. Pur rimanendo sfacciata e sicura di sé, le sue avventure sono ora spinte dal desiderio di ritrovare sua madre e non più una sfida con se stessa.
L’era Survivor: un personaggio più verosimile
Dopo il remake del primo Tomb Raider e la conclusione della trilogia di Tomb Raider Underworld il franchise ha iniziato a scomparire dai radar. Nel 2013, Crystal Dynamics ha spinto per un secondo reboot con un gioco chiamato Tomb Raider. Inizialmente considerato un prequel, il gioco ha come protagonista una giovane Lara alle prese con la sua prima avventura.
In netto contrasto con le precedenti versioni del personaggio, passa dall’essere una donna sicura di sé, aggressiva e aristocratica, a una ragazza più giovane e inesperta. L’obiettivo è rendere Lara un personaggio in cui riuscire a riconoscersi. Inoltre, si cerca di superare l’ipersessualizzazione che pervadeva il personaggio in passato.
Open-world e survival: novità controverse
Mentre la serie Uncharted di Naughty Dog è sempre stata paragonata a Tomb Raider, questo reboot risulta molto più simile ai titoli di Nathan Drake. È un gioco open-world, ricco di cut-content e con un’enfasi maggiore sull’azione. Messe da parte le pistole, la nuova arma preferita è l’arco. Seguendo le tendenze degli anni 2010, Tomb Raider diventa una storia grintosa di sopravvivenza, mentre Crystal Dynamics disegna un personaggio più fragile e realistico.
Questa fase è un elemento di rottura nella fanbase.

Molti giocatori apprezzano l’approccio open-world al gioco, gli elementi di crafting e di costruzione del personaggio simili a quelli dei giochi di ruolo. Lara non è più un supereroe ma una ragazza ordinaria che combatte contro ogni ostacolo per sopravvivere.
Al contrario, altri si sono opposti a questo distacco dalla Lara originale. I fan si sono lamentati di aver perso la donna capace e sicura di sé che conoscevano. Inoltre, le difficoltà che Lara doveva affrontare erano costruite in modo tale da farne emergere la determinazione, ma molti giocatori ritengono che il focus sulla sua sofferenza e tristezza sia eccessivo, quasi sfociando nel torture porn.
Una fanbase divisa: le critiche contro la serie Uncharted
Le critiche già abbondanti per i giochi della serie Legend diventano ancora più dure. Se la vecchia trilogia vede Lara alla ricerca della madre, nella serie Survivor va alla ricerca del padre. Mentre il gioco del 2013 mostra Lara “diventare la tomb raider che tutti noi conosciamo”, i giochi seguenti restano fedeli al tema della sopravvivenza. Questo divide ancora di più i giocatori: in molti fanno notare come tombe siano rese un contenuto marginale.

Un elemento che ha unito il pubblico e la critica, invece, è l’approccio più femminista al personaggio, non più definito dal suo aspetto esteriore. Ma anche su questo ci sono dei distinguo: alcuni hanno la protagonista delle origini, spinta solo dal desiderio d’avventura. Una donna forte, bella e sicura del suo aspetto e delle sue abilità. Come afferma Louisa Peacock nell’articolo del 2013 su The Telegraph, una donna così è molto più femminista rispetto a una ragazza che trova nei suoi traumi l’unica spinta per mostrare la sua determinazione.
Qui invece Lara rimane bloccata nel suo personaggio del 2013, anche dopo il terzo gioco, Shadow of the Tomb Raider.
I fumetti Dark Horse e il film d’azione con Alicia Vikander
In seguito al reboot, Dark Horse Comics ha pubblicato una nuova saga a fumetti. Fra gli autori c’è Rihanna Pratchett e le sue storie esplorano gli eventi accaduti tra i vari titoli dell’era Survivor. Rispetto ai vecchi titoli Top Cow (vedi sopra), i nuovi fumetti sono canonici rispetto ai giochi: si collocano nella stessa linea temporale. Esplorano più a fondo la crisi di Lara e le sue relazioni, affrontando i suoi traumi, le missioni e ricercando l’affetto dei suoi amici.
Nel 2018, Warner Bros. Pictures ha prodotto Tomb Raider, film d’azione con Alicia Vikander. Basato vagamente sul film Tomb Raider del 2013, il film ha ricevuto recensioni variegate dalla critica. Nel 2024, è uscito su Netflix Tomb Raider: The Legend of Lara Croft, una serie tv animata che narra i fatti dopo Shadow. È uno dei primi passi del progetto di Crystal Dynamics di unire tutte le timeline di Lara Croft, collegando gli avvenimenti dei giochi Survivor e i titoli originali di Core Design.
La serie ha ricevuto un riscontro non entusiasmante dalla critica. Mentre la maggior parte ha lodato la performance dell’attrice Hayley Atwell, in molti hanno ritenuto la trama non soddisfacente. I fan del franchise si sono nuovamente divisi. Alcuni criticano le crisi di nervi di Lara e i personaggi stereotipati; altri hanno apprezzato l’approccio della serie per i sentimenti di Lara.
Un nuovo progetto per Tomb Raider: c’è un futuro per Lara Croft?
Con la fanbase divisa e una richiesta a gran voce di tornare alle origini, Crystal Dynamics ha immaginato di riunire tutti i media di Tomb Raider sotto un unico canone, in una linea temporale unificata. Questo ha scatenato le reazioni degli appassionati: c’è chi teme una mossa legata ai temi e ai personaggi dell’era Survivor. A complicare la situazione, l’idea ventilata di storie queer con Lara, con il rischio di ricadere in altri stereotipi.
Nel 2024, Aspyr Media ha lanciato una rimasterizzazione dei tre giochi originali di Core Design. Con modelli, texture ed effetti aggiornati, la nuova versione ha catapultato nuovamente il gioco sotto i riflettori. Il successo è andato oltre le aspettative e, nel 2025, una seconda collezione rimasterizzata ha reso disponibili gli ultimi tre titoli di Core. Anche Angel of Darkness, da sempre la pecora nera del franchise, è uscito con alcuni cut-content ripristinati, correzione dei bug e uno schema di controllo migliore.

Il successo dei giochi rimasterizzati ha messo in ombra le discussioni online riguardo il discusso dodicesimo titolo di Tomb Raider, in sviluppo sotto Crystal Dynamics. Il dodicesimo gioco, annunciato nel 2022, è ancora in fase di lavorazione con l’Unreal Engine 5. Gli sviluppatori intendono portare a termine l’unificazione completa delle linee temporali e storyline, cambiando ancora una volta il personaggio di Lara, prendendo spunto da ogni era. Un’ulteriore espansione di questo universo è in arrivo con un gioco da tavolo e una serie Amazon. Phoebe Waller-Bridge si sta occupando della scrittura della serie, con l’attrice Sophie Turner come protagonista.
Un’icona dell’intrattenimento del XX secolo
Nel corso degli anni sono stati creati molti altri giochi. Per esempio, l’enigma Lara Croft Go, per gli smartphone, che vede come protagonista la Lara di Core. Oppure il gioco da tavolo ambientato nell’universo unificato di Tomb Raider. Lara Croft rimane ancora oggi uno dei personaggi dei videogiochi più memorabili. Anche chi non ci ha giocato la conosce e, nonostante i cambiamenti, risulta ancora un ideale a cui aspirare. Croft è per i giochi d’azione e d’avventura ciò che il personaggio principale di Doom è per gli sparatutto.
Tomb Raider ha influenzato a sua volta l’industria dell’intrattenimento ed è entrato nell’immaginario collettivo. Oltre al sopracitato Uncharted, anche Indiana Jones ha preso spunto con il gioco del 1999, intitolato Indiana Jones and the Infernal Machine. Ci sono enuli anche tra le serie tv, come la canadese Relic Hunter, che ha visto Tia Carrera nei panni di un’archeologa americana alla ricerca di reperti in giro per il mondo.
L’avventuriera con il top blu e le pistole è un’icona salda dell’intrattenimento del XX secolo e rimane la preferita di molti fan, unendo diverse generazioni.