Leonora Carrington | La strega del Surrealismo: perché non perdere la mostra di Palazzo Reale a Milano

Postato il 21 Dicembre, 2025

C’è tempo fino all’11 gennaio 2026 per visitare a Palazzo Reale, Milano, la prima retrospettiva in Italia dedicata all’opera di Leonora Carrington, figura poliedrica ed enigmatica, definita “un’incantatrice dallo sguardo dolce e beffardo” dallo stesso André Breton.

Chiamata “strega” del Surrealismo per l’esplorazione di tematiche esoteriche, magiche e spirituali, Carrington ha sperimentato molteplici linguaggi: dalla pittura, alla scrittura, dal teatro alla riflessione critica. La sua opera e la sua vita riflettono un’attrazione fatale per il mistico, il folklore e i poteri femminili non convenzionali, in contrasto con i canoni artistici e sociali del suo tempo.

Una retrospettiva europea senza confini

La mostra, promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale, Mondo Mostre, Civita Mostre e Musei ed Electa, raccoglie più di 60 opere. Una testimonianza della straordinaria vita professionale e del rapporto che l’artista ha avuto con l’Italia, dalla scoperta dell’arte rinascimentale e della pittura fiamminga, fino a ripercorrere il suo intero percorso biografico. Dopo Milano, la mostra farà tappa a Parigi, una delle città cruciali nella formazione della sua protagonista.

Carrington, nata nel Lancashire e di radici celtiche, vive a Parigi, nel sud della Francia, in Spagna, passando per New York e infine stabilendosi in Messico, dove, accanto a Frida Kahlo, diventa una delle artiste più importanti del panorama culturale del Novecento.

L’esposizione, a cura di Tere Arcq, include dipintifotografie, libri della biblioteca personale dell’artista, documenti inediti e oggetti d’arredo, offrendo uno spaccato della vita di una delle figure più singolari e visionarie del Novecento. Il progetto espositivo si articola in diverse sezioni tematiche che raccontano Carrington come artista, migrante, esule, madre, femminista d’avanguardia ed ecologista.

Leonora Carrington: arte, magia e ribellione surrealista

Ero troppo occupata a fare arte, quindi non avevo tempo per essere la musa di nessuno.

Leonora Carrington

La prima sezione esplora la maturità artistica iniziale di Leonora, segnata da esperienze traumatiche e da una profonda trasformazione interiore. Qui linguaggio pittorico e letterario si intrecciano, così come mito e biografia. Carrington ribalta l’immaginario surrealista tradizionale: laddove i suoi colleghi cercavano nella donna una musa, lei sceglie di rappresentarsi come soggetto autonomo e indipendente. Nella serie Sisters of the Moon, realizzata all’età di sedici anni, la pittrice immagina una cosmogonia al femminile dominata da figure immaginarie e bestie fantastiche (Diana, La Strega, Lucienne). Emergono già qui i temi centrali della sua opera: la sorellanza, l’esoterismo e la dimensione letteraria.

La seconda sezione, La sposa del vento, prende il nome dall’appellativo attribuito a Carrington dal compagno e maggiore esponente del Surrealismo, Max Ernst. In questa parte del percorso è visibile l’avvicinamento alla corrente surrealista, che l’artista rielabora in modo profondamente personale. A questo periodo appartiene anche uno dei momenti più drammatici della sua vita: la guerra, l’arresto e l’internamento in un sanatorio spagnolo a Santander, seguiti dall’esilio a New York.

Di questi anni sono Caballos e La joie de patinage. In quest’ultima opera, l’artista si rappresenta in fuga dall’orrore europeo, mentre va incontro a una nuova, fragile rinascita, simboleggiata dalla libertà del pattinaggio.

Leonora Carrington, La joie de patinage, 1941, Madrid, Collection Pérez Simón © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025
Leonora Carrington, La joie de patinage, 1941, Madrid, Collection Pérez Simón © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.

S come sogno, I come incubo

Nella sezione successiva si esplora la memoria delle origini e la nostalgia delle sponde perdute. Le opere presentano numerosi richiami ai miti celtici, che le erano stati tramandati dalla madre di origini irlandesi, e agli scritti di alcuni autori molto da lei molto amati come Lewis Carroll, Jonathan Swift e i fratelli Grimm.

A metà degli anni Quaranta, Carrington si trasferisce definitivamente in Messico e mette su famiglia. Qui entra in contatto con figure centrali della scena artistica messicana come Frida Kahlo e Diego Rivera. In questo periodo riemergono i ricordi onirici e spettrali dell’infanzia inglese, che si concretizzano in opere come Las tentaciones de san Antonio (1945) e The Elements (1946), entrambe in dialogo con la sua formazione rinascimentale e fiamminga.

Las tentaciones de san Antonio (1945), Leonora Carrington Palazzo Reale - foto Vincenzo Bruno (10).
Las tentaciones de san Antonio (1945), Leonora Carrington Palazzo Reale – foto Vincenzo Bruno (10).

In Las tentaciones de san Antonio, è evidente l’attenzione fiamminga per il dettaglio: il paesaggio minuzioso, il colore acceso della veste del diavolo, il contrasto tra sfondo e figure. Sant’Antonio, tradizionalmente rappresentato con attributi simbolici legati ai suoi miracoli, è qui sottoposto a tentazioni di natura fisica, spirituale e psicologica. Questo soggetto, molto diffuso nel Rinascimento – in particolare nella pittura fiamminga, come nel Trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch, da cui Carrington riprende lo stile visionario e simbolico – verrà poi recuperato anche da Dalí. L’iconografia del santo si presta infatti all’esplorazione dei temi onirici e dell’inconscio, centrali per il Surrealismo.

Il viaggio dell’eroina: tarocchi, misticismo e mappe interiori

La sezione Il viaggio dell’eroina racconta il percorso dell’artista, impegnata nella ricerca di mappe interiori che le permettano di orientarsi nella vita e di affrontare i propri demoni. Carrington si affida alle tradizioni mistiche e spirituali per costruire questo itinerario simbolico.

Emblematico è A Map of the Human Animal, un diagramma visionario che illustra il crollo psichico e il successivo viaggio verso la guarigione dopo l’internamento. Si tratta di una vera e propria topografia dell’anima, in cui elementi esoterici e figure mistiche rappresentano il processo di trasmutazione della sofferenza in conoscenza. L’opera attinge a una vasta gamma di interessi, dalla Kabbalah all’astrologia, dalla stregoneria al buddhismo tibetano.

Leonora Carrington, A Map of the Human Animal, 1962, Collection of Marguerite Steed Hoffman. Ph: Jeff McLane © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.
Leonora Carrington, A Map of the Human Animal, 1962, Collection of Marguerite Steed Hoffman. Ph: Jeff McLane © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.

La fascinazione per i tarocchi, l’occulto, l’astrologia e lo spiritismo è al centro della sezione dedicata ai Luoghi oscuri della conoscenza. I dipinti qui esposti sono profondamente enigmatici e di difficile interpretazione, anche perché la stessa artista rifiutava di chiarire le proprie fonti di ispirazione, in linea con i percorsi esoterici che richiedono segretezza e si sottraggono alle spiegazioni razionali. A questa sezione appartengono anche i Major Arcana, reinterpretazione personale dei tarocchi, in cui Carrington fonde simboli classici, Surrealismo e mitologia messicana. Per l’artista, i tarocchi non sono solo uno strumento divinatorio, ma anche una mappa per esplorare l’inconscio e stimolare la mente.

La cucina alchemica: donne, rituale e trasformazione

L’ultima sezione della mostra indaga il modo in cui Carrington incorpora tradizioni magiche e simbolismo arcano, attraverso riferimenti alchemici e mitologici. Tra le opere esposte spicca The Lovers (1987), che rappresenta uno sposalizio alchemico. La figura con la gamba rossa, un ibrido tra uno sciacallo e un lupo, è un simbolo enigmatico della libertà primordiale, dell’istinto e del femminile selvaggio. Lo stile surrealista mostra che le relazioni non sono solo fisiche o razionali, ma anche psichiche e simboliche e che l’incontro tra i due amanti può rappresentare un viaggio dentro se stessi o la scoperta dell’altro nella sua dimensione più profonda, in cui il nostro io può riconoscersi.

La mostra si conclude con La cucina alchemica, in cui la cucina, luogo tradizionalmente associato alla costrizione femminile, diventa uno spazio di potere e trasformazione. Qui le donne reclamano i propri saperi attraverso l’alchimia, la magia e la stregoneria. Esemplificativo è Grandmother Moorhead’s Aromatic Kitchen (1974), in cui un gruppo di figure misteriose cucina attorno a un tavolo, all’interno di un cerchio di incantesimi, sotto lo sguardo di un’enorme oca e di una strega. La stanza rossa richiama il calore del fuoco e la fase finale della trasformazione alchemica, simboleggiando il rito creativo e il potere trasformativo delle donne nella cucina-rituale.

Leonora Carrington, Nonna Moorhead's Aromatic Kitchen (1974; olio su tela, 79 x 124 cm; Ardmore, Oklahoma, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts)
Leonora Carrington, Nonna Moorhead’s Aromatic Kitchen (1974; olio su tela, 79 x 124 cm; Ardmore, Oklahoma, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts).

La conoscenza femminile come resistenza

Chiude il catalogo un testo scritto dalla stessa Carrington, pubblicato in Messico nel 1970 e ristampato nel 1981 sul n. 12 della rivista Cultural Correspondence con il titolo Female Human Animal. In questo breve ma dirompente scritto, l’artista affronta con ironia e sarcasmo la questione dell’identità femminile. Lontano da qualsiasi definizione convenzionale, il testo smonta stereotipi e categorie di genere, restituendo un’immagine della donna come entità fluida e inafferrabile. È un manifesto in miniatura – ogni frase è un colpo di lama contro le costruzioni patriarcali – e funge da conclusione ideale all’esposizione.

In conclusione, il percorso espotivo a Palazzo Reale a Milano restituisce al pubblico la vita creativa di una donna unica: artista, migrante, esule e pioniera di un pensiero femminista non teorico ma incarnato, che ha fatto dell’immaginazione uno strumento di resistenza e conoscenza.

Biglietti, orari e prossima tappa a Parigi

Indirizzo

Palazzo Reale Milano
Piazza Duomo, 12

Stazione della metro più vicina: Duomo, linea 3

Orari di apertura

Da martedì a domenica: 10:00 – 19:30
Giovedì: apertura fino alle 22:30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Chiuso il lunedì

Biglietti

Biglietto open: €17
Intero: €15
Ridotto: da €13 a €10
Scuole: €6
Famiglie: 1 o 2 adulti €10 / bambini 6-14 anni €6

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Dopo Milano, la mostra su Leonora Carrington sarà presentata a Parigi, al Musée du Luxembourg, dal 18 febbraio 2026 al 19 luglio 2026.

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