Van Morrison, il significato della raccolta blues: ‘Somebody Tried To Sell Me A Bridge’

Postato il 20 Gennaio, 2026

Ha sempre sostenuto che la musica è difficile da insegnare perché è tutta una questione di istinto, di intuito. Così il giovane 80enne Van Morrison, dopo il recente successo con il disco “Remembering Now” premiato dalla critica, ha seguito il suo istinto che lo ha portato a realizzare un lavoro che desiderava profondamente: dare un’anima al suo nuovo album di electric blues.

“Somebody Tried To Sell Me A Bridge” esce il 23 gennaio 2026, segna un ritorno alle origini dell’artista. L’omaggio ai padrini del blues è interpretato con il suo stile e vede la collaborazione di alcuni tra i musicisti più affermati che hanno lavorato al rifacimento di alcuni classici leggendari.

Il contesto dell’album

La data da segnare è il 23 gennaio 2026, giorno dell’uscita di “Somebody Tried To Sell Me A Bridge”, 20 tracce in tutto, un set della durata di circa 75 minuti. Un chiaro riferimento allo stile musicale che più di tutti ha influenzato la vita artistica di Van Morrison. Il disco è stato realizzato negli studi D della Recording, a Sausalito in California. Il cantautore di Belfast ha seguito il richiamo della tradizione. Per molti colleghi illustri è stato una sorta di ‘shamano della musica. I suoi testi poetici, mistici e spirituali hanno influenzato altri grandissimi del rock e non solo da Dylan a Springsteen, per loro ammissione.

Morrison da sempre in controtendenza alle mode, oggi sono i trend, ha voluto riaffermare il suo legame indissolubile con il blues, dove emergono chiari il lirismo e la grinta del ‘Leone di Belfast‘. Al suo fianco due fedelissimi che hanno lavorato alla realizzazione di questa raccolta senza tempo: Jim Stern, esperto di suoni e missaggi, e anche Ben Mcauley.

Gli artisti che hanno collaborato con Van Morrison

Per realizzare “Somebody Tried To Sell Me A Bridge” al fianco di Van Morrison si sono alternati artisti del blues tra i più affermati al mondo. Per ripercorrere le orme di leggende come B.B. King, Buddy Guy, Leadbelly e molti altri, il leone di Belfast ha potuto contare su collaborazioni al top. Lo hanno affiancato artisti come Taj Mahal e Elvin Bishop. Ma non è tutto, ad affiancare Morrison in questo lavoro così sentito, ci sono anche John Allair, David Hayes, Bobby Ruggerio, Mitch Woods, Anthony Paule che è anche il leader della Paule Soul Orchestra ed il batterista Larry Vann.

Ognuno di loro ha portato un pezzo di anima blues all’interno del disco. È stato il tema centrale dell’idea di Morrison: esprimere al massimo l’essenza musicale di quel genere con profondità emotiva e autenticità.

I brani più iconici

Somebody Tried To Sell Me A Bridge è un album che potenzialmente può lasciare un’impronta importante. Secondo una parte della critica che ha avuto modo di ascoltare in anteprima alcuni brani a trasmettere vigore e personalità è stato proprio Van Morrison, alla faccia dei suoi 80 anni. Tra i brani più iconici del disco ci sono certamente “Ain’t That a Shame” di Fast Domino. Siamo nel 1956, al tempo la ballata travolgente con quel riff di sax inconfondibile aveva fatto ballare una generazione. La canzone icona è stata scelta anche per la tracklist del film “American Graffiti” del 1973. Morrison ha rivisitato il brano, ne ha rallentato la velocità e aggiunto un coro di voci gospel femminili.

Il brano che apre il disco è “Kidney Stew Blues” di Eddie Cleanhead Vinson, che è stato anche un grande sassofonista. Proprio gli assoli di sax sono parte fondamentale del brano originale. In mezzo tanto buon blues d’autore come “King For a Day Blues“, “Can’t Help Myself” e “Deep Blue Sea“. Prima di scivolare verso la fine del disco c’è “On a Monday” di Leadbelly, siamo nel 1939. Secondo una speciale classifica americana di Billboard ha classificato il brano tra le migliori 100 canzoni blues di tutti i tempi. Morrison ha rivisitato il brano aggiungendo la voce femminile di Taj Mahall e l’utilizzo di armonica e banjo.

Rock Me Baby” del leggendario B.B. King chiude l’album nel miglior modo possibile. La potenza originale del brano è ben nota a moltissimi; la personalità del padrino del blues ha fatto il resto. Dal vivo l’espressione gigantesca dell’interpretazione scenica di B.B. King. Dare dunque nuova vita a questo brano sarebbe stata una sorta di mission impossible. Per questo motivo Morrison, astutamente, si è affidato al maestro Buddy Guy, con un assolo emozionante.

Nei live a Belfast per festeggiare i suoi 80 anni Van Morrison è apparso davvero in grandissima forma. Ha sfoggiato il lato migliore del suo essere un artista eclettico: passando da uno strumento all’altro con estrema naturalezza. Uno spettacolo total blues. Dal 17 al 23 febbraio 2026 se capitate dalle parti del Palace of Fine Arts, Morrison ha promesso quattro concerti imperdibili a San Francisco, la culla del blues.

“Il bules è verità, senza distinzione di colore” Van Morrison

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