Brigitte Bardot, l’eredità musicale: dal tormentone “Disco Samba” all'ambiguità di “Je t’aime… moi non plus”

Postato il 28 Dicembre, 2025

Era arrivata in televisione dalla Francia come un uragano, sex symbol, sensuale e travolgente. Tra gli anni 50 e 60, con il paese diviso tra benessere e tensioni sociali. Brigitte Bardot, la diva ribelle che ha fatto sognare il mondo, è morta oggi all’età di 91 anni dopo una lunga malattia. Nei primi giorni di dicembre, attraverso un messaggio, aveva detto: “Sto guarendo”. Dieci giorni fa è entrata in ospedale, poi si è spenta. Il cinema è in lutto, perde una musa, B.B., come si faceva chiamare. Battaglie animaliste, amori e scandali. Ha voluto andarsene da sola; credeva fortemente nella libertà come scelta d’amore.

Il presidente francese Macron, che ha commentato la sua scomparsa, dice: “Piangiamo una leggenda del secolo. Era incredibilmente francese”. Nel 1956, il film che ha cambiato la vita della Bardot si chiama E Dio creò la donna, di Roger Vadim. La scena dell’attrice che balla un mambo appassionato accende la scintilla; nel mondo del cinema c’è una nuova stella. La pellicola arriva in Italia nel 1958. Cambia il titolo in Piace a troppi. Il successo per quei tempi è clamoroso.

Brigitte Bardot: perché è nominata in Disco Samba

C’è una Bardot anche oltre il cinema. Nella musica lascia il segno come ispiratrice. Diventa iconicamente un mito nel ritornello Brigitte Bardot Bardot di una canzone simbolo del Capodanno ma anche del Carnevale. Nasce tutto per caso: un trio belga, i Two Man Sound, diventato famoso per un medley festaiolo di sound brasiliano che usa il nome di B.B. nel ritornello dell’ormai celebre Disco Samba. Non c’è festa nel mondo, nei locali o nelle discoteche, dove non si suoni questo pezzo e non si urli il nome della Bardot. “Brigitte Bardot Bardot, Brigitte beijo beijo, na tela do cinema tu mundo se afougo” dice la strofa. Tradotto significa “Brigitte Bardot Bardot, Brigitte baciò baciate, nella coda del cinema è affogato tutto il mondo”.

Il brano, però, ha una sua storia più seria e anche un riferimento all’attrice francese. C’è una canzone del 1960 composta da Miguel Gustavo e portata al successo da Jorge Veiga, che era proprio ispirata alla bellezza della diva Brigitte Bardot. Nel testo, un chiaro riferimento alla sua femminilità, dalla caviglia al naso, il cantante poi si domanda, quasi ingelosito, perché tutti “la guardano così tanto”. Il sound brasilero è più vicino ad una bossa nova movimentata, ma senza la spinta del remix per la dance del trio belga. Tra le varie cover esistenti c’è anche una di Mina del 1984 contenuta nell’album Catene.

Lo scandalo sfiorato con Je t’aime… moi non plus

È forse la canzone che più le si addice per emotività e sensualità, perché, a immaginare certe parole sussurrate dalla voce di Brigitte Bardot, sarebbe difficile non volare. Le sue strofe sembrano un racconto confidenziale. La svolta arriva con Serge Gainsbourg, maestro audace della chanson francese degli anni 60/70. È lui a comporre alcuni brani resi celebri dall’attrice: presenza scenica, personalità ed un languore che solo la Bardot era capace di trasmettere. Pezzi come Bonnie and Clyde e soprattutto Je t’aime… moi non plus. Quest’ultimo è un brano spinto, un atto di seduzione.

Sospiri, pause e sensualità: c’è tutto. Al tempo tra Gainsbourg e Bardot non c’era solo lavoro, i due erano legati da una relazione che non poteva emergere alla luce del sole anche se poi i fatti hanno raccontato altro. B.B. era sposata con un fotografo svizzero e non voleva né pettegolezzi né scandali. Gainsbourg scrisse il brano Je t’aime… moi non plus, tradotto Io ti amo… neanche io, nel 1967. Il titolo racconta già di come il rapporto sia complicato. Voleva inserirlo nel disco di Bonnie and Clyde. Bardot aveva inciso la canzone con la sua voce. Una volta ascoltata, è stata colta da dubbi e paure: l’ambiguità del brano poteva provocare scandali. Chiese a Serge di non pubblicarlo. La versione del duo Gainsbourg-Bardot esce solo nel 1986. Prima però, c’è stato altro ancora.

Infatti, la canzone simbolo di quel sodalizio conosce una nuova luce nel 1968: un anno dopo lo scandalo sfiorato con Bardot, Gainsbourg conobbe su un set cinematografico Jane Birkin. Tra i due è nato un amore nella vita, 12 anni insieme, e nel professionale. Con la voce di Birkin viene incisa a Londra e pubblicata Je t’aime… moi non plus. Nel 1991 il musicista muore.

Bardot in Harley Davidson e La Madrague

Dopo Je t’aime… moi non plus c’è un seguito professionale con due pezzi che raccontano il personaggio Bardot e che solo l’attrice francese avrebbe potuto cantare. In Harley Davidson, la moto era di un collezionista francese, e in La Madrague c’è l’artista che si racconta. Passaggi sulla vita personale fuori dalle scene: La Madrague è la villa di B.B. che affaccia su una spiaggia di Saint-Tropez, lontana dal mondo. Nel 1968, l’ultimo lavoro musicale con l’album Show è degli anni dei primi videoclip musicali. Nel disco Bardot alterna diversi generi, un lavoro dove c’è ancora lo zampino di Gainsbourg. La vita sul set non è paragonabile a quella musicale, sono due rette parallele, in mezzo c’è solo B.B., un’immensa protagonista.

“Ho cercato di rendermi più bella possibile. Anche allora mi sono trovata brutta. Odiavo uscire, avevo paura di non essere ciò che la gente si aspettava da me. Oggi alla mia età non me ne frega niente” .

Brigitte Bardot

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