Cime tempestose | Dalle stroncature alla rinascita del romanzo di Emily Brontë
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Cime tempestose | Dalle stroncature alla rinascita del romanzo di Emily Brontë

Cime tempestose | Dalle stroncature alla rinascita del romanzo di Emily Brontë

Postato il 01 Febbraio, 2026
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“Un concentrato di volgarità depravata e orrori innaturali”: così la critica dell’epoca definì Cime tempestose, oggi considerato un classico della letteratura inglese. Quando il romanzo di Emily Brontë uscì per la prima volta nel 1847, sotto lo pseudonimo di Ellis Bell, suscitò aspre polemiche e numerose recensioni negative. Imbrigliati da una rigida morale vittoriana, i lettori lo giudicarono troppo destabilizzante e corrosivo. In particolare, il personaggio di Heathcliff venne spesso paragonato a una figura diabolica.

Le dure critiche rivolte al romanzo colpirono profondamente Emily Brontë, che non si riprese mai del tutto. Morì poco dopo di tubercolosi. Cime tempestose fu pubblicato solo pochi mesi prima di Jane Eyre, scritto dalla sorella Charlotte Brontë; ma, a differenza del romanzo di Emily, Jane Eyre fu accolto con grande entusiasmo, tanto che a soli tre mesi dalla prima edizione ne uscì una seconda.

Una struttura narrativa innovativa

Anche prescindendo dalla trama, Cime tempestose introduce elementi fortemente innovativi sul piano formale. La struttura del romanzo ricorda una serie di scatole cinesi, con racconti che si incastrano l’uno dentro l’altro. La storia si apre con l’arrivo del narratore, Mr. Lockwood, a Wuthering Heights, una tenuta isolata nella brughiera. Qui incontra Nelly Dean, la governante, alla quale chiede maggiori informazioni sui membri della famiglia conosciuti durante la visita e che hanno suscitato la sua curiosità.

Nelly inizia così a raccontare la storia della famiglia Earnshaw, concentrandosi in particolare sul rapporto tra Catherine e Heathcliff, un orfano adottato dal signor Earnshaw. Da questo momento in poi, Nelly Dean diventa la vera narratrice del romanzo.

Protagonisti lontani dai modelli ottocenteschi

Heathcliff e Catherine non corrispondono ai protagonisti tipici dei romanzi ottocenteschi, nei quali la donna veniva spesso rappresentata come “angelo del focolare” e l’uomo come una sorta di Principe Azzurro. Heathcliff si discosta radicalmente da questo modello perché incarna la figura dell’antieroe. È affascinante e capace di passioni assolute, ma allo stesso tempo dominato da odio, gelosia e desiderio di vendetta.

Catherine, dal canto suo, è egoista e calcolatrice. Ama Heathcliff fin dall’infanzia, ma sceglie di sposare un altro uomo, Edgar Linton, perché è più ricco. Attraverso quel matrimonio, infatti, può garantirsi una posizione sociale ed economica più elevata.

Nonostante la loro separazione in vita, alla fine del romanzo Catherine e Heathcliff vengono sepolti uno accanto all’altra. Secondo una superstizione locale, i loro fantasmi continuerebbero a vagare nella brughiera, finalmente liberi di stare insieme.

La vendetta come forza distruttiva

La vendetta è uno dei temi centrali di Cime tempestose e vi sono due personaggi particolarmente corrotti da questo sentimento: Hindley e Heathcliff.

Hindley è il fratello di Catherine ed è sempre stato geloso del legame tra lei e Heathcliff. Inoltre, il padre, il signor Earnshaw, mostrava una chiara preferenza per l’orfano rispetto al figlio naturale. Dopo la morte del padre, Hindley si vendica umiliando Heathcliff e costringendolo a lavorare come un servo.

Dal canto suo, Heathcliff sposa Isabella, la sorella di Edgar Linton, esclusivamente per ferire Catherine e renderla gelosa. Ma la vendetta non gli procura la pace sperata: lo lascia solo svuotato e consumato. Heathcliff continuerà ad amare Catherine per tutta la vita, e il suo fantasma lo perseguiterà fino alla morte.

Un romanzo contro l’ordine vittoriano

Cime tempestose non è soltanto un romanzo d’amore o di tradimento. A differenza di altri romanzi vittoriani, come Orgoglio e pregiudizio, si configura anche come un atto d’accusa contro l’ordine sociale dell’epoca e, in particolare, contro il ruolo imposto alle donne. Catherine, che sposa un uomo ricco che non ama, è una vittima inconsapevole di un sistema patriarcale che limita le sue possibilità di scelta.

Emily Brontë, insieme alla sorella Charlotte, non intendeva limitarsi a descrivere la società del proprio tempo, come riteneva avesse fatto Jane Austen. Il suo obiettivo era far percepire al lettore l’insieme di limiti, ostacoli e divieti che una donna dell’Ottocento era costretta ad affrontare nel percorso verso la consapevolezza di sé e l’indipendenza.

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