Hacks | La commedia femminile che vive in equilibrio tra successo e fallimento
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Hacks | La commedia femminile che vive in equilibrio tra successo e fallimento

Hacks | La commedia femminile che vive in equilibrio tra successo e fallimento

Postato il 30 Agosto, 2025

Seasons

3

Runtime

26'-35'
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– Daranno il tuo nome a una strada.
– Lo so. Deborah Vance Drive. Sarà probabilmente una strada chiusa nella quale si troverà una clinica per l’aborto.

Deborah (Jean Smart) scherza sul suo successo con Ava (Hannah Einbinder)

Divertente, irriverente, sorprendentemente malinconico e pieno di umorismo nero: è Hacks, una serie tv comica di HBO. Ideata da Lucia Aniello, Paul W. Downs e Jen Statsky, è uscita nel 2021 su HBO Max, incontrando il favore del pubblico e della critica. Nelle sue tre stagioni, ha ricevuto candidature e premi, inclusi sette Primetime Emmy Awards e quattro Golden Globes. Il Guardian l’annovera al quarto posto nella classifica 50 Best Tv Shows del 2022.

Nonostante l’inizio da commedia, il segreto di Hacks sta nella capacità di mantenere un equilibrio preciso. Tra dramma e commedia, generazioni vecchie e nuove, palco e backstage, la serie rimane una via di mezzo tra due mondi. E su questi contrasti si giocano drammi e tempi comici.

Due protagoniste e la difficile missione di far ridere

Deborah Vence (Jean Smart) è una leggendaria stand-up comedian di Las Vegas, con più di duemila performance alle spalle, che viene messa da parte per uno spettacolo più “gradito ai giovani”. Ava (Hannah Einbinder) è una giovane sceneggiatrice che fatica a trovare nuovi incarichi dopo un tweet che qualcuno ha ritenuto offensivo. Entrambe hanno visto giorni migliori, ma se Ava prega di ottenere un contratto, Deborah non accetta aiuti. Così, quando l’agente di Ava la manda nella villa di Deborah per rinfrescare il suo repertorio, fra le due sono subito scintille. Ma presto scoprono di avere qualcosa in comune.

Ava vede in Deborah il successo che tanto desidera. Deborah vede in Ava la giovane donna piena di ambizioni del suo passato. Come la protagonista di La fantastica signora Maisel, anche lei, come stand-up comedian, lottava per affermarsi in un mondo di uomini. I suoi sacrifici, però, l’hanno ripagata: per molti anni è stata una star.

Il conflitto generazionale la porta a vedere in Ava una nemica, più che un’alleata. Solo dopo un po’ si rende conto del suo impegno. E l’incontro tra due mondi si rivela la chiave del successo.

Il racconto della vita dietro il sipario

Nel 2021, Aaron Sorkin con A proposito dei Ricardo ha messo sotto i riflettori il lato più oscuro dello show business. Qualche anno prima, la serie italiana Boris ha preso di mira le produzioni in serie, con effetti esilaranti. Hacks si posiziona a metà tra questi due approcci. Racconta la vita dietro le quinte per ciò che è davvero, compresi i lati più assurdi o tristi.

La serie mostra i due lati della stessa medaglia: le luci scintillanti del palco e il sudore dello sceneggiatore nel backstage, che aspetta di vedere l’effetto di una battuta. Offre uno spaccato della stand-up comedy e i suoi protagonisti, raccontandone la vita pubblica e privata. Come in Louie di Ricky Gervais, però, ciò che emerge è ben distante dalle luci della ribalta: Deborah ha pagato caro il suo successo. Ha sacrificato tutto per la carriera: ha una figlia, ma tra le due c’è una relazione complicata. Ha perso la maggior parte dei suoi amici, per non parlare delle relazioni amorose. Senza gli spettacoli, non le rimane nulla a parte una vita lussuosa, ma vuota.

Ava, d’altra parte, ha ancora degli ostacoli da superare per accedere al mondo dello show business. Sempre al verde, vive in competizione feroce con altri aspiranti sceneggiatori. In più, paga le conseguenze della cancel culture. Come messo a nudo nella graphic novel Stacy di Gipi, una battuta sbagliata è più che sufficiente per finire emarginati. Hacks tocca un tema caldo della politica sociale, riguardo ai limiti dell’espressione artistica. A che punto l’ironia può diventare offensiva? E dove inizia invece l’autocensura?

Il trionfo di un sorriso amaro

Hacks non poteva non avere un finale di stagione dolce-amaro. La serie conferma il successo del sottogenere dramedy, mantenendosi in equilibrio tra commedia pura ed eventi tragici. Il racconto termina nel punto preciso tra il trionfo e il disastro, come l’amata serie Il metodo Kominsky. Entrambe le storie raccontano la ricerca della felicità, pur sapendo che nella vita reale il lieto fine non esiste. Se si è fortunati, si raggiunge un equilibrio tra le proprie aspirazioni e la realtà. Ma la vera fortuna è vedere la bellezza di quello che c’è e non di ciò che manca.

Anche il conflitto generazionale non trova una vera soluzione; piuttosto, è un compromesso di coesistenza. Lo stile di vita di Deborah e della sua generazione risulta incomprensibile ai suoi collaboratori più giovani, compresa Ava. L’incomunicabilità è un argomento scottante al giorno d’oggi. Non si trova mai un vero punto d’incontro: come cambia il mondo, così le persone evolvono per sopravvivere al meglio delle loro possibilità.

Questo finale dolce-amaro rispecchia anche l’infinita ricerca umana (e artistica) di un traguardo irraggiungibile. La sopravvivenza di Deborah e quella di Ava sono legate a un equilibrio fragile che tiene insieme la loro vita privata e quella professionale. Tra vecchio e nuovo, obiettivi raggiunti e lontani, con la consapevolezza che tutto potrebbe finire per una singola battuta. E tuttavia, come due funambole, procedono un passo alla volta, mantenendo l’intera serie in bilico tra risate e lacrime.

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