Immaginare la metropoli: il Futurismo di Sant’Elia e la New York di Futurama
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Immaginare la metropoli: il Futurismo di Sant’Elia e la New York di Futurama

Immaginare la metropoli: il Futurismo di Sant’Elia e la New York di Futurama

Postato il 25 Gennaio, 2026
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Antonio Sant’Elia, architetto e pittore dei primi anni del ‘900, è uno dei maggiori esponenti italiani del Futurismo. La sua opera La Città Nuova, poi rinominata La Città Futurista, è stata esposta per la prima volta all’esposizione del gruppo Nuove Tendenze, a Milano, nel 1914, presso il circolo Famiglia Artistica. Raffigura una strada a tre livelli con una galleria e un passaggio coperto. Appena sopra, si staglia imponente un insieme di condomini con ascensori esterni.

L’11 luglio 1914, Sant’Elia stila il Manifesto dell’architettura futurista, nel quale sarà poi pubblicata La Città Futurista. Tutta la ricerca dell’artista sul tema della città moderna converge in quest’opera. Sant’Elia la concepisce come un complesso sistema metropolitano caratterizzato da un’architettura dettata dalla funzionalità. Nel 1943 la famiglia Sant’Elia acquista l’opera e l’anno seguente la dona al comune di Como.

La Città Futurista, Antonio Sant’Elia, 1914.
Image courtesy of Wikimedia Commons, Public Domain

Il Futurismo: nascita e visione della modernità

Il Futurismo è un movimento artistico, culturale e letterario italiano che nasce all’inizio del XX secolo. Scaturisce da un periodo di grande cambiamento, sociale e politico, e di sviluppo tecnologico. Questi fattori portano a una diversa percezione dello spazio e del tempo. Con la globalizzazione, i continenti sembrano più vicini tra loro, come l’avvento di un nuovo futuro.

Il nome “Futurismo” si deve al poeta Filippo Tommaso Marinetti. L’artista spazia in tutte le forme di espressione artistica: dalla cucina alla moda, dal teatro alla pittura, fino alla pianificazione urbana. Marinetti sostiene addirittura la necessità di distruggere musei, librerie e accademie per sbarazzarsi del passato.

Le città del futuro nel Futurismo italiano

Il Futurismo è un movimento metropolitano, ma riesce solo in piccola parte a influenzare la realtà urbana. Infatti, molti progetti di architetti futuristi, come Mario Chiattone Tullio Crali, restano sulla carta. Lo stesso avviene per il progetto della nuova stazione di Milano di Sant’Elia.

La città futurista è una metropoli, protagonista delle opere di molti pittori del movimento. Pensiamo al dipinto La Città che Sale di Umberto Boccioni e a Grattacieli e Tunnel di Fortunato Depero. Con l’avvento dell’automobile, la città non è più un paesaggio statico ma diventa il simbolo della velocità e del movimento. Il simbolo del futuro.

La Città che Sale, Umberto Boccioni, 1910-1911.
Image courtesy of Wikimedia Commons, Public Domain

La città del futuro in Futurama

In Futurama, serie televisiva statunitense nella quale si combinano fantascienza e commedia, la città del futuro è la New York del 31esimo secolo. Gli episodi sono andati in onda dal 1999 al 2013. La mente dietro allo show è lo stesso autore dei Simpson e di Disincanto, Matt Groening. La serie racconta la storia di Philip J. Fry, un ragazzo che consegna pizze a domicilio e che finisce accidentalmente in una capsula di sonno criogenico. Risvegliandosi mille anni più tardi, deve iniziare una nuova vita nel futuro. Come ne La Città del Futuro, anche Futurama presenta elementi di innovazione tecnologica o invenzioni originali. Pensiamo al trasportatore tubolare e lo Smell-O-Scope.

Sant’Elia e Futurama: due idee di metropoli a confronto

Sant’Elia e Groening hanno in comune la fame di futuro e il desiderio di scoprire cosa questo ci riserva. Attraverso l’antica tecnica del disegno hanno dato forma al nuovo mondo, costruendo la città del futuro per l’uomo del futuro. E se i grattacieli odierni assomigliano a quelli di Sant’Elia, forse presto potremo sentire gli odori nello spazio e vedere i pendolari sfrecciare in tubi di vetro.

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